Da Placidus, il baretto più gettonato del 79 dopo Cristo

di Susy Malafronte

Pompei. La «movida» dell'antica città romana si animava al thermopolium di Vetutius Placidus, aperto su via dell’Abbondanza. I giovani della Pompei di duemila anni fa trascorrevano le calde serate estive in questo locale a consumare bevande e cibi caldi, come indica il nome, conservati in grandi giare incassate nel bancone di mescita in muratura, riccamente decorato. Il «baretto» di Placidus era il più frequentato dalla «movida» pompeiana. A questa conclusione sono arrivati gli archeologi per il tesoretto rinvenuto nella cassa del thermopolium. Il post pubblicato sul profilo istituzionale di Facebbok del Parco Archeologico di Pompei, diventato virale in poco tempo, racconta che: «in una delle grandi giare di terracotta inserite nel bancone, che fungeva da cassa dell'epoca, nel corso degli scavi che hanno riportato alla luce il locale - datati tra il 1912 e il 1939 - gli archeologi hanno trovato un tesoretto di quasi tre chili di monete, probabilmente gli ultimi incassi dell’oste - prima della distruzione della città dalla furia del Vesuvio avvenuta nell'agosto del 79 dopo Cristo - a conferma di quanto fosse redditizia l’attività dell’osteria». Per rendere florida l'attività commerciale, inserita nel circuito del mercato pompeiano dell'epoca, Vetutius Placidus fece realizzare una edicola sul muro di fondo, particolarmente ben conservata, che costituisce un larario dedicato agli dei protettori della casa (Lari), al Genio protettore del proprietario, al dio del commercio (Mercurio) e al dio del vino (Dioniso).
Domenica 8 Luglio 2018, 12:04
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