Da Napoli a Caserta: il viaggio artistico di Marco Abbamondi

Marco Abbamondi
di Salvio Parisi

«L’arte può annullare le distanze spazio e tempo» ha sottolineato Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta, in occasione del vernissage per la mostra di Marco Abbamondi, il giovane scultore e pittore partenopeo che pochi giorni fa ha inaugurato la sua esposizione dal titolo “Live” con 25 opere cronologiche nelle sei retrostanze settecentesche ex Terrae Motus, visitabili fino al 25 novembre.
 
 

Memoria, sostanza, immaginario, viaggio, natura, colore-non-colore, luce-non-luce, gap passato-futuro, fino all’usura inesorabile e poetica della materia stessa: ecco gli ingredienti del lavoro che Abbamondi consegna allo sguardo interiore e alle sollecitazioni evocative dell’osservatore.

Promosso dalla galleria Bowinkel di Napoli e curato da Carla Travierso, l’evento amplifica ulteriormente il consolidato progetto della Reggia di accogliere l'arte contemporanea in un luogo storico e ha già registrato buona attenzione della critica, sottolineando la più avanguardistica coesistenza tra classico e contemporaneo senza soluzione di continuità tra Napoli e Caserta con la presenza di collezionisti, galleristi e addetti ai lavori non solo campani: Marco e Pia Del Gaiso, Ferdinando Creta, il presidente FAI Vincenzo Mazzarella, Mino Cucciniello, Iolanda Capriglione, Fortuna Longobardi, Roberto e Donatella Lino, Daniela Cagnazzo, Luigi e Ludovica Russo, Gaia e Giuno Tonucci.
 
Martedì 7 Novembre 2017, 22:43 - Ultimo aggiornamento: 07-11-2017 22:43
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