Vasto, il questore De Jesu: «No caccia agli immigrati, ma devono rispettare le regole»

di Pietro Treccagnoli

  • 475
Il questore Antonio De Jesu mostra la sicurezza di chi conosce bene la condizione in cui vive quella parte di Napoli che si trova a più stretto contatto con l'ondata degli stranieri. La conosce e ha pronte le prime necessarie mosse, sapendo che siamo di fronte a un fenomeno complesso, epocale, che non si risolve con una bacchetta magica o con la repressione tout court.

Signor questore, qual è la sua prima riflessione sulla situazione del Vasto dove domenica scorsa c'è stata tensione tra immigrati e militari dell'esercito?
«Sicuramente si è trattato di un evento isolato, ma è emblematico di una situazione di affollamento in area già sotto pressione della città. Molti extracomunitari sono ospiti di centri d'accoglienza e durante la giornata sciamano per le strade senza aver nulla da fare. Così la zona attorno alla Stazione è diventato inevitabilmente un luogo di aggregazione».

Ascoltando i cittadini del Vasto risulta che proprio la presenza dei Centri d'accoglienza abbia esasperato gli animi. È così, secondo lei?
«È un elemento in più nel disagio generale. Gli ospiti dei Centri si sono aggiunti a tanti altri stranieri non in regola che frequentano e vivono nel Vasto. Il reato che è cresciuto di più, e che stiamo fortemente contrastando con arresti, è il borseggio, a piazza Garibaldi ad opera particolarmente di tunisini e marocchini che prendono di mira i turisti».

Quali misure vi apprestate a mettere in campo?
«Ieri (lunedì per chi legge, ndr.) abbiamo tenuto un Comitato per la sicurezza pubblica nel quale c'è stata una grande sintonia con il Comune e con le altre forze di polizia, sotto l'egida del prefetto. Abbiamo concordato di sviluppare controlli più incisivi sia dal punto di vista amministrativo, a cura della polizia municipale e della guardia di finanza, e sia sulla sicurezza del territorio saranno esercitati da polizia e carabinieri secondo un piano settimanale di ripartizione delle aree. Questo non significa che ci sarà la caccia all'extracomunitario».

A cosa punterete?
«A trovare un equilibrio tra i diritti dei residenti a godere delle aree comuni in assoluta tranquillità e il rispetto delle regole da parte dei cittadini extracomunitari sia di quelli in possesso del permesso di soggiorno sia di quelli in attesa di asilo. Una risposta all'ultimo evento che ha coinvolto i militari deve essere data».

Che tipo di risposta?
«Saranno controllati tutti, anche gli esercizi commerciali e pubblici del Vasto che hanno il dovere di rispettare la legge e le regole».

Il Vasto è un quartiere di radicata illegalità indigena.
«Il caos e l'incertezza di regole non riguarda solo gli stranieri, ma un'area intera nella quale si ritiene che tutto possa essere fatto. Questo non è consentito sia agli extracomunitari sia ai cittadini italiani».

Avete stabilito contatti con i cittadini e con i comitati?
«È in atto da tempo una fase di ascolto. Ci sono stati diversi incontri. È chiaro che siamo in una situazione di totale promiscuità».

Che idea s'è fatto delle loro denunce?
«Al di là dei reali reati effettivamente commessi c'è un'accresciuta percezione di insicurezza e illegalità. Una percezione legata non a grandi fatti criminali, ma a una massiccia presenza di stranieri. I reati, come gli scippi e le rapine, sono opera anche e soprattutto di italiani. Sebbene scippi e rapine avvengono maggiormente in zone più attrattive per i turisti come i Decumani e Carbonara. Il Vasto ha avuto da sempre una vocazione criminale».

Attorno alle stazioni di quasi tutte le grandi città italiane e europee si addensa la presenza di stranieri, ma a Napoli si percepisce una pericolosità maggiore. Cos'è che fa la differenza?
«A differenza di altre città, la stazione di Napoli è compressa tra quartieri a rischio. Il Mercato, il Vasto, Forcella, le Case Nuove premono su quest'area».

Pensate a iniziative come quella di Milano?
«Sicuramente eserciteremo un controllo straordinario del territorio, verificando chi è in regola con le norme d'immigrazione e chi esercita attività illegali. Non saranno interventi spot, ma un'attività costante e duratura, ancora più visibile, che interesserà sia gli stranieri che i napoletani. Contemporaneamente il Comune verificherà la regolarità dei commerci. Il punto è garantire una presenza sostenibile di extracomunitari per favorire l'integrazione. Gli stranieri che non sono regola, nel rispetto delle leggi, saranno espulsi dal territorio nazionale».

Quali sono i reati più denunciati dai residenti del Vasto e della zona della Ferrovia?
«La percezione d'insicurezza non è sempre legata alla statistica reale dei reati. La sofferenza dei residenti è legata alla forte presenza di stranieri, alcuni dei quali si ubriacano, non hanno un lavoro stabile, sono in quelle strade senza una ragione concreta e documentata. C'è pure un piccolo spaccio di droga, ma non è paragonabile a quanto avviene altrove. In sostanza, è una concentrazione anomala. Cosicché a volte basta un semplice controllo a rompere il delicato rapporto. Non esiste xenofobia o razzismo. Il popolo napoletano è, nella stragrande maggioranza, accogliente e tollerante, anche in quella zona abituata da sempre a ospitare stranieri. E il loro forte numero a togliere spazi di vivibilità comune».
Mercoledì 9 Agosto 2017, 09:20 - Ultimo aggiornamento: 09-08-2017 19:15
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP