Universiadi a Napoli, l'ombra del rinvio. E De Luca: «Non è una tragedia»

di Fulvio Scarlata

Tutto nelle mani della Fisu, la federazione internazionale degli sport universitari. Perché tocca al presidente dell'organismo, il russo Oleg Matytsin, avallare le richieste italiane: diminuire di mille unità il numero degli atleti o rimandare di un anno le Universiadi, come richiesto dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. Ipotesi non osteggiata da De Luca: «Uno slittamento non è una tragedia». «Per noi è prioritario fare le Universiadi - dice invece Luigi de Magistris - sono soddisfatto perché nel vertice di Roma è stata scartata ogni ipotesi di annullamento, rinvio o slittamento».

Il giorno dopo il vertice di Roma, rimangono molte incertezze. Perché la questione non è solo e non è tanto italiana. Tocca infatti alla Fisu prendere le decisioni fondamentali per le Universiadi su due punti. Primo, la riduzione di mille atleti a Napoli 2019: eliminando i quattro sport non obbligatori (vela, tiro a segno, tiro a volo e rugby a sette) si lasciano a casa 600 atleti, e non bastano. L'altro punto è allestire il villaggio olimpico sulle navi da crociera per soli 6200 universitari. Il direttivo della Fisu, però, ha già approvato l'insediamento delle casette alla Mostra d'Oltremare. Ora bisogna portare un progetto definitivo sul villaggio sulle navi da far ratificare alla federazione internazionale.
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Giovedì 5 Luglio 2018, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 05-07-2018 13:45
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