Napoli a rischio crac, de Magistris: «Non ci fermeremo, non andremo in dissesto»

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di Paola Marano

«Ieri avendo parlato fino a notte con in vertici tecnici dell’amministrazione ho visto nei loro volti la rabbia e l' indignazione e la consapevolezza che ci troviamo di fronte a una vicenda che è un attacco alla città che rischia di minare gli equilibri istituzionalI del nostro Paese e di Napoli: ho avuto la certezza assoluta che non solo il Comune ha fatto il massimo, ma che abbiamo completamente ragione. E quando hai completamente ragione e l’ingiustizia la vogliono far pagare alla città e ai napoletani non ci fermeranno mai e o non mi fermerò fin quando non vinceremo la partita delle partite, che è il nostro campionato. E sr qualcuno ha dubbi sulla nostra capacità di resistenza e di lotta se ne accorgerà».

Il giorno dopo il rigetto del ricorso del Comune di Napoli della magistratura contabile sulla violazione del saldo di finanza pubblica 2016, il sindaco Luigi de Magistris mantiene la linea della battaglia annunciata ieri poche ore dopo aver ricevuto la notizia. Il primo cittadino cittadino assicura che dall'incontro di ieri sera con il direttore generale, Attilio Auricchio, il ragioniere capo e l'avvocato Andreottola, a Roma in sua rappresentanza è emersa ancor di più la covinzione comune che «Napoli non andrà in dissesto e questa è una buona notizia per chi magari pensava di darci la spallata. Avete alzato gli ostacoli così in alto, vi renderete conto di cosa significa. Ieri sera abbiamo fatto una lunga riunione fino a notte ma fin quando non conosciamo le motivazioni non possiamo essere particolarmente puntuali. Considero questa decisione un errore, giuridicamente infondata e che produce una profonda ingiustizia sociale che ricade tutta sulla nostra città. Dover mettere oltre cento milioni nel bilancio significa che per colpe non nostre, per un debito storico nel 1981 che riguarda il commissariamento post- terremoto e per un debito dell’emergenza rifiuti, quegli stessi che abbiamo tolto, noi dobbiamo addirittura non solo pagare ma pagare anche la sanzione. Cioè paghiamo due volte, e questo significa non potere avere i soldi che vorremmo per le poltiche sociale, per la qualità dei servizi, per riempire le buche e per gli autobus».
 

L'ex pm  rincara la dose su una decisione che ritiene «un’ingiustizia clamorosa che apre la strada a una mobilitazione politica istituzionale amministrativa senza precedenti. Non sono mai stato così indignato come ieri nel momento successivo alla decisione, che trovo ingiusta giuridicamente, ma soprattutto non ci si rende conto del prezzo sociale che viene fatto pagare per un cavillo formale ai diritti e ai bisogni della nostra città».

E annuncia nuovamente battaglia, facendo appello ai neoeletti parlamentari napoletani e campani «abbiamo iniziato da ieri una mobilitazione politica, metteremo in campo tutte le azioni necessarie. Ci fermeremo, con le armi della democrazia e della partecipazione, solo quando vinceremo la partita delle partite. Lo dissi anche a Montecitorio, noi anciora abbiamo la cassa bloccata, in questi giorni farò di tutto anche con il presidente Gentiloni per risolvere questa questione, per poi affrontare una partita tutta parlamentare, perché questo tema del debito attiene al parlamento o al governo. Chiederemo come amministrazione ai deputati appena eletti e soprattutto quelli napoletani e campani di fare in modo che immediatamente si ponga fine a questa ingiustizia».

«Non ci si rende conto in questo Paese di cosa Napoli stia facendo, della trasparenza che abbiamo messo in campo, della rottura di sistema oppure forse c’è qualcuno che ci vuol far pagare proprio per questo - ha concluso de Magistris - perché siamo arrivati così in alto, senza soldi, e con un debito così pesante, con ostacoli di questa portata. C’è qualcuno che ha pensato alla spallata finale». 
Giovedì 8 Marzo 2018, 12:47 - Ultimo aggiornamento: 08-03-2018 18:00
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