I 5 Stelle: «In Regione accantonati
482mila euro, De Luca neanche uno»

«In due anni e mezzo i sette consiglieri regionali campani hanno accantonato ben 482mila euro dal taglio dei propri stipendi, soldi confluiti in un conto corrente intestato al Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e gestito dal capogruppo e dal vice capogruppo in carica». È quanto dichiarano il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Gennaro Saiello e il referente politico campano e consigliere regionale M5S Valeria Ciarambino che aggiungono: «L'età comincia a far sentire il suo peso nella memoria del Governatore. Ma nel rispetto che dobbiamo all'istituzione che ci pone la domanda, sentiamo di dovergli ribadire quanto già fatto appena cinque giorni fa. L'amministratore di questa Regione agli ultimi posti in ogni classifica di merito continua a sottolineare che i consiglieri del Movimento 5 Stelle non hanno mai restituito un euro».

Dei 482mila euro accantonati, ricordano Saiello e Ciarambino, «106mila euro li abbiamo già destinati all'istituto Rampone di Benevento, danneggiato dall'alluvione del Sannio, per il ripristino delle aule multimediali e dei laboratori. Altri 33mila euro li abbiamo donati all'ospedale Loreto Mare per acquistare un ecografo e due concentratori di ossigeno, grazie ai quali sono state e continueranno ad essere salvate vite umane. Se poi lo smemorato De Luca si riferisce a una banale leggina di un anno fa, gli ricordiamo che si tratta di un provvedimento per il taglio volontario degli stipendi. Come Movimento 5 Stelle abbiamo invece proposto un taglio obbligatorio degli stipendi, ma l'avarizia della maggioranza in aula ha prevalso sul buon senso e la proposta è stata bocciata. Le nostre restituzioni sono documentabili coi fatti e sono pubbliche. Lo stesso non si può dire della leggina di De Luca, dall'introduzione della quale, a quanto ci risulta, nessun consigliere, né lo stesso governatore, né tantomeno i componenti della sua giunta si sono tagliati un solo euro. Ma è tale la trasparenza del governatore e del Pd che lo sostiene, che per avere contezza di conti che dovrebbero essere pubblici, siamo stati costretti a fare un accesso agli atti».
Martedì 13 Febbraio 2018, 18:27
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