Profughi al lavoro, ecco il piano di Minniti: «E nelle moschee solo prediche in italiano»

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di Giuseppe Crimaldi

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«Un'idea straordinaria che mette in relazione l'accoglienza con la possibilità di colmare il tempo e il vuoto dell'attesa per chi richiede asilo in Italia. Non voglio esagerare, ma credo che in tutto il resto d'Europa non ci siano iniziative di questo genere». Dopo essersi pazientemente (e sorridentemente) concesso a qualcosa come oltre un centinaio di selfie scattati dai sindaci campani, Marco Minniti accetta di rispondere a chi gli chiede quale sia il significato di una precisa scelta politica: utilizzare nelle attività socialmente utili i migranti non respinti, e dunque richiedenti asilo in Italia. La sperimentazione inizia in Campania: e a Pompei e nella Reggia di Caserta, tra non molto, potremo vedere impiegati gli extracomunitari.
 

Qual è l'idea di fondo contenuta nel protocollo d'intesa sottoscritto dai 265 sindaci campani?
«Cancellare la parola emergenza, sapendo che non c'è una ricetta magica per risolvere il problema. Davanti ad un fenomeno così strutturale l'Italia deve avere l'ambizione di non subìre gli eventi: se ogni Comune accoglie i richiedenti asilo, allora noi potremo superare già nei prossimi mesi tutti i grandi centri di accoglienza. Perché anche quando sono gestiti nel miglior modo possibile non producono integrazione. Se si riesce a separare coloro che hanno diritto alla protezione internazionale dagli altri, cambiamo il modello di immigrazione senza erigere muri ma solo mettendo in campo una visione comune».

Funzionerà?
«Se dovesse funzionare, questo percorso aprirebbe una strada molto importante: destinare i richiedenti asilo verso lavori socialmente utili. Il che significa farli convergere all'interno di settori di eccellenza; ciò produrrebbe anche un risultato in termini di integrazione lavorativa: perché chi lavorerà nella Reggia di Caserta o all'interno degli Scavi di Pompei si formerà grazie al contatto con personale particolarmente qualificato».

Si comincia da Pompei e Caserta. Poi che succede?
«L'esperimento pilota può diventare un modello di percorso lavorativo e di integrazione. Ed è chiaro che - essendo il settore turistico italiano particolarmente ricco di perle - oggi siamo partiti dalle prime due, ma se dovesse andar bene di perle da mettere nel filare ne abbiamo pronte tante altre. Vedo un percorso virtuoso e considero particolarmente importante l'entusiasmo che c'è tra i sindaci campani che hanno firmato il protocollo, 265 in tutto, pari al 70 per cento del totale. Un risultato straordinario».
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Martedì 19 Dicembre 2017, 09:49 - Ultimo aggiornamento: 19-12-2017 18:39
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2017-12-20 17:39:49
Lavoro agli immigrati, mosche con prediche in italiano...portateveli a casa vostra catto-sinistroidi governati da strapazzo, cosi le vostre figlie e le vostre mogli saranno contente....ma che razza di governati ex unione sovietica abbiamo.
2017-12-19 11:57:28
Con tanti laureati giovani che potrebbero essere impiegati nella tutela del patrimonio culturale nazionale dobbiamo rivolgerci proprio ai migranti la cui cultura è generalmente molto bassa. Impiegateli nel pulire le strade, fare giardinaggio pubblico, che da noi è poco curato, a presidiare scuole nei momenti cruciali del traffico. Cose che sono generali. Ma la cultura lascatela a chi la sa fare. Non è razzismo. A Napoli impiegarono gli LSU per pulire i monumenti mandando via gli studenti di architettura. Conclusione, questi LSU raccomandati ma impreparati fecero un pessimo lavoro quando non provocarono danni.
2017-12-19 11:51:30
meno male che sono tutti in dirittura d'arrivo, speriamo presto anche gli amministratori locali
2017-12-19 11:41:35
Triste, veramente una cosa triste. Ma dove vivono questi? Mai possibile che sono così fuori dal mondo? Rivoltante.
2017-12-19 11:03:39
In italia ci sono un 4 milioni di poveri e una decina di milioni prossimi alla soglia di povertà. E questi governanti da strapazzo se ne fregano e stanno tutto il tempo appresso a giovani clandestini tutti intenti a chiedere la carità fuori ai negozi mentre non cessano di ascoltare musica nelle cuffiette o vestire quei ridicoli pantaloni col cavallo basso che non ti fa camminare bene. Ovviamente non manca il cappellino. E i sindaci della campania che hanno migliaia di giovani che devono andare via,anche loro si accodano al coro in una follia collettiva. Mentre la madrina di tutte le battaglie,la radicale Bonino , che con la legge sull'aborto ha permesso la mancata nascita di molti italiani,adesso va predicando che l'immigrazione serve a ripopolare quello che lei stessa ha contribuito a svuotare.Per aggiungere poi la beffa ,piange all'approvazione della legge sul biotestamento dove con una firmetta ti fanno morire, mentre per l'aborto al feto nessuno chiede la firma.

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