Elezioni a Palma Campania,
parla bengalese la sfida di Salvini

di Valentino DI Giacomo

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PALMA CAMPANIA «Stiamo ancora aspettando Giorgia Meloni che aveva annunciato sarebbe venuta qui, ora aspettiamo Salvini». Il ministro dell'Interno ha infatti annunciato il suo arrivo con un tweet dopo avere letto un servizio giornalistico sulla città. Quella che descrive Giovanni De Pietro, titolare di un sindacato divenuto ormai celebre nella cittadina «invasa» dai bengalesi al punto da essere stata ribattezzata «Palmaglesh». De Pietro è un ex dipendente del Comune che aiuta gli stranieri a presentare le pratiche per le richieste d'asilo, le carte d'identità e la residenza. I bengalesi pagano cento euro annuali d'iscrizione al suo sindacato, il Sia, ne sono iscritti oltre 3mila. Le scartoffie sulla scrivania di De Pietro parlano chiaro: dall'inizio dell'anno, in appena sei mesi, i documenti che ci mostra indicano che ha già fatto quasi 2mila richieste di permesso di soggiorno. All'anagrafe di Palma Campania, su circa 15mila abitanti, i bengalesi risultano essere 3208. In realtà ne sarebbero più del doppio. La città è invasa di manifesti elettorali, sono tre le liste che domani si contenderanno il municipio. Il caso dei bengalesi è entrato a pieno titolo nella disfida. «Sono amico di Di Maio e gli ho dato tanti consigli sulla gestione dei migranti racconta De Pietro ho sempre votato 5 Stelle, ma da quando si è alleato con Salvini ho deciso che non lo voterò più».

LE MOSCHEE FAI-DA-TE
È venerdì, giorno di preghiera per i musulmani. I fedeli, in questi giorni di Ramadan pregano riuniti all'aperto in una delle piazze della città, a Largo Mercato, a due passi dalla caserma dei carabinieri. Sono le 17.24, l'orario previsto per una delle cinque preghiere imposte dal Corano. Ci sono tre centri islamici a Palmaglesh, ma sono troppo angusti per la mole di persone che affollano le sale. Prima le moschee fai-da-te erano di più, ma sono state chiuse dalle autorità comunali perché non avevano i requisiti necessari. Le persone del posto si lamentavano perché spesso i fedeli invadevano i marciapiedi per i loro riti. «Non diamo fastidio a nessuno spiega Zilur appena dopo aver invocato Allah la mattina andiamo a lavorare e la sera torniamo nelle nostre case. Qui ci troviamo bene». Sono tanti i bengalesi, quasi la metà degli abitanti in rapporto alla popolazione totale, ma sono una comunità pacifica come confermano le forze dell'ordine che assai raramente devono intervenire per casi di delinquenza, furti o rapine commessi da stranieri.

Quasi tutti i bengalesi sono specializzati nei lavori di sartoria e trovano impiego nelle fabbriche tessili dell'agro-nolano. Al tramonto, dopo diverse ore di lavoro, se ne vedono alcuni ritornare insieme su dei pulmini che li accompagnano alle loro abitazioni. I palmesi, nel corso degli anni, hanno svuotato il centro storico per andare ad abitare in villette più grandi ed hanno affittato le proprie case agli stranieri.

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Sabato 9 Giugno 2018, 09:41 - Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 06:17
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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2018-06-09 23:01:53
Basterebbe controllare le fabbrichette irregolari e chiuderle.Che fa la Finanza?E' tutto un giro per arricchire le case dimoda.Una volta quel lavoro lo facevano gli italiani.Poi lo si spostò all'estero e adesso invece importano manodopera.C'è gente che si è venduto il propio paese per qualche soldo.
2018-06-09 17:26:59
15mila abitanti indigeni, oltre 7000 immigrati, stipati in pochi mq, con tutti i rischi igienici e di sicurezza del caso. Mi chiedo dove siano ASL, ispettorati, ecc ecc
2018-06-09 14:33:02
preti scendete tra di loro, provate a convertirli nella vera fede, NON VI SONO PIU PREDICATORI ?????????

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