Spalmadebiti, la Corte dei Conti avverte de Magistris: la verifica prosegue

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di Nando Santonastaso

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Gli addetti ai lavori restano cauti e almeno una buona ragione per non sbilanciarsi c'è. Il provvedimento spalmadebiti varato dalla commissione Bilancio della Camera per i Comuni a rischio di dissesto, come Napoli, non lo conosce nel dettaglio ancora nessuno. «E spesso proprio nei dettagli si nascondono le sorprese» dice Federico Pica, esperto di finanza pubblica e assessore al Bilancio del Comune di Caserta sul quale pendeva l'ipotesi di un secondo dissesto. Niente dubbi sul valore politico della misura che dovrà essere inserita nel testo definitivo della legge di Bilancio, il salvataggio cioè degli enti con le casse vuote. E nessuna incertezza sull'effetto più evidente della misura stessa, ovvero la possibilità per i Comuni (e anche per la Regione) di raddoppiare i tempi per la copertura dei mutui, da 10 a 20 anni.

«Ma parliamo di un meccanismo finanziario che non riduce l'importo dovuto e dunque conferma l'esigenza per l'ente di risanare», spiega Davide Di Russo, vicepresidente nazionale dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili. E aggiunge: «Se il problema del Comune di Napoli è quello della incapacità di assicurare alle proprie casse un'adeguata riscossione di tributi e imposte, lo spalmadebiti non lo risolve: era e resterà anche dopo un nodo da risolvere».
 

Ma la domanda che i tecnici si pongono è un'altra: lo spalmadebiti, quando sarà effettivamente operativo, garantirà comunque una maggiore capacità di spesa ordinaria al Comune che ne beneficerà? In altre parole, il risparmio prodotto dalla possibilità di ridurre l'importo delle spese destinate a sanare il debito potrà essere reinvestito per migliorare i servizi della città? «A mio giudizio sì ma sempre se puoi disporre di un avanzo consolidato come nel caso di Caserta di cui posso parlare con maggiore competenza. Ogni Comune alle prese con questo genere di problemi sa che deve accantonare delle somme per rispettare i termini di risanamento: è ovvio che se i tempi di ammortamento aumentano si potrà alleggerire il carico della sofferenza finanziaria. Si ottiene comunque un beneficio la cui destinazione dipende però dallo stato complessivo dei conti. Se, ripeto, esiste un avanzo non vedo perché non lo si potrebbe reinvestire».
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Sabato 16 Dicembre 2017, 09:59 - Ultimo aggiornamento: 16-12-2017 13:35
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