Napoli, l'asse Casillo-Topo frena la Tartaglione: «Dimissioni sì, ma congelate»

Qualcuno, già immaginando il copione, ha preferito disertare la segreteria regionale di ieri mattina. Che poi, a tratti, più che un'assise di partito è sembrata una veglia funebre. Ad un Pd uscito a Napoli massacrato. Asfaltato senza che ras e capibastone vari siano riusciti a tenerlo in piedi o che intere famiglie politiche (vedi i De Luca a Salerno o i De Mita in alta Irpinia) siano riuscite a presidiare le loro roccaforti un tempo inespugnabili.

«Purtroppo, nonostante l'esito catastrofico, si registrano ancora furbizie, ipocrisie e una mancanza di presa d'atto della gravità della situazione», dice a prima mattina il consigliere regionale Gianluca Daniele che si guarda bene dall'andare in segreteria. Figuriamoci. S'aspettava le dimissioni irrevocabili della segretaria regionale Assunta Tartaglione che, invece, sceglie un percorso renziano. Ovvero le dimissioni «alla prossima riunione della direzione regionale, convocata per venerdì 16 marzo», annuncia lei dopo una tribolata riunione dell'organismo di partito che slitta a tarda mattinata e si protrae a dopo pranzo.
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Mercoledì 7 Marzo 2018, 10:49 - Ultimo aggiornamento: 07-03-2018 10:49
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