Napoli, Mezzocannone verso lo sgombero: «Ma non criminalizziamoli»

di Paolo Barbuto

A chi appartengono i locali occupati di via Mezzocannone dove il sindaco de Magistris venerdì scorso s'è fermato a fare festa con gli amici? La questione non sembri peregrina o di poco conto perché è realmente determinante per capire chi è il proprietario e se quel proprietario ha voglia di lasciare spazio agli occupanti o vuol chiedere lo sgombero.

D'accordo, può sembrare singolare che non si sappia chi è il titolare di locali che si trovano all'interno di una struttura universitaria antica e prestigiosa, eppure è così, almeno in parte. Perché una certezza esiste: formalmente la proprietà è del Demanio dello Stato. Ma quei locali sarebbero stati affidati, nel secolo scorso, all'«opera universitaria», struttura poi sostituita dall'Adisu, ente per il diritto allo studio che fa capo alla Regione. Adesso l'Adisu è stata a sua volta sostituita dall'Adisurc, e sapete cos'è accaduto? Che in questa infinita serie di passaggi s'è perduto il documento iniziale di affidamento dei locali (o forse non c'è mai stato).

Insomma, attualmente nessuno può presentarsi di fronte a un'autorità per chiedere un eventuale sgombero dei locali occupati: potrebbe farlo solo il Demanio che, però, è ancora alla ricerca delle antiche carte ufficiali e in fondo non ha nessuna voglia di immischiarsi in questa vicenda napoletana deflagrata con sei anni di ritardo e solo per colpa di un gioioso «trenino».
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Mercoledì 9 Maggio 2018, 10:32 - Ultimo aggiornamento: 09-05-2018 10:32
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