Napoli, la rivolta degli intellettuali: «No al villaggio degli atleti, devasterà la Mostra d'Oltremare»

di Maria Chiara Aulisio

Una lettera inviata al presidente della Repubblica, a quelli di Camera e Senato e al ministro per i Beni e le attività culturali. In calce le firma di Francesco Casavola, Gianfranco Amendola, Piero Craveri, Alessandro Dal Piaz, Aldo De Chiara, Luigi De Falco, Francesco De Notaris, Raffaella Di Leo, Guido Donatone, Marta Herling, Carlo Iannello, Luigi Labruna, Sergio Marotta, Aldo Masullo, Gerardo Mazziotti, Tomaso Montanari, Giulio Pane, Edo Ronchi, Italia Nostra (sezione di Napoli), Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia e Comitato Centro Storico Unesco. Una lettera per denunciare che «la Mostra d'Oltremare, sito vincolato per opera del compianto architetto Mario De Cunzo - in quanto esempio unico di sintesi tra patrimonio arboreo, artistico, storico, architettonico e archeologico - è in pericolo». Il rischio starebbe nella possibilità che in quell'area venga installato il villaggio delle Universiadi. L'ipotesi più plausibile (e anche molto concreta) sarebbe quella di montare decine di unità abitative all'interno della Mostra per accogliere oltre settemila giovani sportivi. Delle vere e proprie casette in grado di ospitare due atleti ciascuna e che, vista la posizione centrale della fiera, potrebbero essere molto utili per risolvere anche i problemi di mobilità degli atleti. A due passi dal San Paolo o dalla Scandone e vicina alla tangenziale, la Mostra potrebbe essere la soluzione migliore. Costo dell'operazione: 40 milioni di euro per costruire un totale di circa 2.500 unità abitative. Da qui la rivolta degli intellettuali che hanno deciso di mettere nero su bianco le loro ragioni: «È sconcertante - scrivono - che non si comprenda come occupare con 2500 case prefabbricate il parco urbano della Mostra pregiudicherebbe in modo irreparabile il suo patrimonio culturale e ambientale (parco ed architetture rappresentano infatti un'unità inscindibile, così come i giardini e la Reggia di Capodimonte), fra i più importanti esempi di architettura italiana del Novecento».
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Mercoledì 23 Maggio 2018, 10:28 - Ultimo aggiornamento: 23-05-2018 10:28
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2 di 2 commenti presenti
2018-05-24 19:24:19
Ma devastare cosa? Una struttura che ha delle potenzialità immense data in mano a gestori incapaci ed inefficaci, sotto la protezione del Sindaco e che è la fotografia plastica delle condizioni in cui versa la città. Una piscina aperta e chiusa mostruosamente bella chiusa da anni ma ve la immaginate data in mano ad amministratori di Firenze, Bologna, per non parlare di Paesi del nord europa. Cari intellettuali girate e andatevi a vedere le cataste di rifiuti, le monnezze negli angoli nascosti, le staccionate arrugginite, le erbacce sotto gli angoli di muro (un cespuglio notevole sta crescendo da anni sul tetto dell'edificio centrale della Mostra senza che nessuno se ne accorga). Poi, iniziative asfittiche e di scarso richiamo, intorno infrastrutture e stazioni vandalizzate, parcheggiatori (camorristi) che pretendono il pizzo in ogni evento di interesse con buona pace dei vigili urbani, razza ormai in estinzione a Napoli. Cari intellettuali ma in che mondo vivete, noi siamo criminali che ci mangiamo il futuro ogni giorno.
2018-05-23 14:13:19
Il mostro d’oltremare,sta di fianco a fetenlandia,so 30 anni.Se ci buttate dentro le pecore a pascolare,le tengono piu’ efficenti rispetto a porci e cani che le hanno distrutte con le loro gestioni da magna magna.Pure le penne di carta del cappello degli indiani se so magnat

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