Napoli, l'ira di de Magistris: «Io a festa? È la comunità del rancore»

«Non sono andato a fare una festa, su queste tragedie non sono ammissibili strumentazioni politiche da parte della comunità del rancore». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in merito alle polemiche dei giorni scorsi sulla sua partecipazione a «una festa mentre il Vesuvio bruciava».


«Sono molto preoccupato, è un'estate molto calda e siamo solo al 13 luglio - ha affermato - Quella sera sono stato a lavorare su Corte dei Conti e Bagnoli fino a notte. Mi capita spesso di essere invitato alle inaugurazioni di nuove attività commerciali. Sono passato mezz'ora a fare gli auguri». «Invece qui - ha aggiunto - qualcuno attacca perché il sindaco non si impicca in pubblica piazza né fa harakiri».


«Quanto accaduto sul Vesuvio, con 100 ettari andati in fumo - ha sottolineato - è un disastro ambientale, come se fosse stato commesso un omicidio». «Spero - ha concluso - in una pena esemplare quando saranno individuati i responsabili».
Giovedì 13 Luglio 2017, 18:01 - Ultimo aggiornamento: 13-07-2017 18:46
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