Napoli, strappo in consiglio comunale: la maggioranza di Dema perde pezzi

Dissensi nella maggioranza che sostiene l'amministrazione de Magistris. Oggi in Consiglio comunale, il consigliere di 'Sinistra in Comunè Mario Coppeto, ha chiesto al sindaco in qualità di capo politico della maggioranza «di ritornare a un tavolo della condivisone politica, a un tavolo della concertazione politica prima ancora che della condivisione dei processi istituzionali e amministrativi». Coppeto ha chiamato la maggioranza «alla necessità di una riflessione. Così non si puoi andare avanti». «Noi - ha affermato - pur avendo, rispetto ad altri, qualche motivo in più per fare un pò di sciopero, ci siamo sempre stati nonostante si siano già consumate lesioni politiche ma evidentemente il senso di responsabilità politica non paga. Ciò che mi interessa è agire per il bene della città in un processo condiviso ma se non è condiviso, ed essendo anche io politicamente leso, oggi lascio l'aula».

Il consigliere, nel concludere il suo intervento, ha chiesto «che si faccia, al più presto, un ragionamento politico in un luogo alto perché a breve ci sono scadenze importanti e questioni, come il tema del trasporto pubblico, che devono essere risolte». Coppeto ha poi lasciato l'aula seguito dalla collega Elena Coccia. A quel punto, il consigliere M5S, Matteo Brambilla, ha chiesto la verifica del numero legale. All'appello hanno risposto 22 consiglieri e pertanto la seduta è proseguita. Ma alla ripresa, botta e risposta tra Andrea Santoro (FDI) e Pietro Rinaldi (Sinistra in Comune) sull'opportunità di proseguire dopo l'abbandono dell'aula dei due esponenti di maggioranza. «Oggi - ha detto Santoro - sono emerse questioni politiche che non possono passare sotto traccia. Credo che sia emerso un problema serio di natura politica nella maggioranza e pertanto chiedo al presidente dell'assemblea di sospendere i lavori perché c'è bisogno di metabolizzare quanto accaduto». Secca la replica del rappresentante della maggioranza Rinaldi che ha definito la proposta di sospensione «irricevibile» ed ha evidenziato che «pur nel rispetto dei colleghi, l'aula consiliare non è il luogo per esporre valutazioni di carattere politico interne a una coalizione ma è il luogo in cui portare a compimento atti amministrativi pur con un conflitto aspro».
Mercoledì 11 Luglio 2018, 14:59 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 06:29
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