Anm Napoli, nuovi esuberi a ottobre:
verso il taglio altre di cento unità

di Pierluigi Frattasi

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Nuovi esuberi a partire da ottobre, fino a circa un centinaio oltre ai 194 già previsti dallo stato di crisi, un'altra stretta alla cinghia su sprechi e lotta all'evasione e la porta aperta ai privati come exit strategy. «Avevamo già previsto la possibilità di vendere una quota di Anm nel piano di rientro del 2013 spiega l'assessore al Bilancio Enrico Panini poi non se n'è fatto nulla. C'è stato recentemente un colloquio con Mazzoncini, manager di Ferrovie dello Stato, che rientra in questo giro di orizzonte. Ma non c'è alcuna decisione a monte. La priorità è mantenere Anm al 100% pubblica e in mano al Comune. Ma è evidente che se la crisi dovesse precipitare oltre il limite, abbiamo bisogno di preparare un piano B e sondare il terreno su ulteriori ipotesi».

Il Comune cambia marcia sui trasporti. Il piano di risanamento Anm dell'ex amministratore Ramaglia non basta più. Ci sono 15 milioni in meno tra le entrate in bilancio da recuperare nei prossimi tre anni. Il Comune contava di spuntarli alla Regione, ma non arriveranno. Tutto da rifare.

Intanto, ieri la giunta ha approvato la delibera per l'aumento degli abbonamenti per la sosta sulle strisce blu da 10 fino a 150 euro, in base all'Isee, il trasferimento ad Anm di 3,5 milioni dalla Regione per l'adeguamento dei contratti 2011-2012, e l'aumento di capitale con la sottoscrizione delle quote da parte di NapoliHolding.

Ma è già corsa contro il tempo. La prima fase di esuberi andrà chiusa entro il 3 ottobre: 40 prepensionamenti con Naspi, 69 in mobilità verso altre partecipate, 85 da riqualificare come controllori e ausiliari del traffico. Subito dopo scatterà il secondo step delle eccedenze. I numeri sono ancora da definire, ma potrebbero oscillare tra i 50 e i 100. Attualmente in forza ci sono 2.492 unità, di cui circa 70 over 60 e 300 over 55. Gli inidonei sono circa 180, di cui 100 provvisori e 80 definitivi. Altri 4 inidonei sono risultati nelle ultime settimane e sono stati ricollocati presso gli Infopoint. Una prima bozza del piano di Ramaglia prevedeva 650 esuberi, con 100 prepensionamenti in più agli attuali e la cessione di 170 autisti a Ctp. Con l'obiettivo di portare i dipendenti a 2.150 nel 2019.

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Venerdì 11 Agosto 2017, 10:01 - Ultimo aggiornamento: 11-08-2017 10:01
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5 di 7 commenti presenti
2017-08-12 22:18:37
Mi fa ridere pensare che Giggino in campagna elettorale aveva fatto tante belle promesse di posti di lavoro e adesso si vede costretto a licenziare. Viva la sincerità
2017-08-11 15:40:51
Pierzigab il problema non è la privatizzazione o la carenza di autisti, il problema è il fatto che si mangiano i soldi. Se un privato viene ad investire in un servizio per un ente, vuole essere pagato, se l'ente non paga, anche il privato non mette i mezzi per strada, vedi le aziende della raccolta rifiuti in provincia. In pratica senza denari non si cantano messe Sine pecunia ne cantantur missae Whitout money can't sing celebrations Come vedi nello spazio e nel tempo le cose non cambiano
2017-08-11 14:53:54
Ridurre i dipendenti, ma le corse quando aumenteranno? Mai!!!!
2017-08-11 14:52:04
Ma che volete noi abbiamo un gran sindaco che non si accorge di niente di tutto quello che accade se non le cose che vuole fare lui. Dirigenti incompetenti, amici degli amici, amministratori incapaci.
2017-08-11 13:58:46
Ma io non capisco...non ci sono autisti...ad agosto....e poi ci sono gli esuberi.....bisogna privatizzareeeeee

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