Elezioni, De Luca all'attacco del Pd:
«Troppi errori gravi», ma è polemica

di Adolfo Pappalardo

«Il Pd ha commesso errori gravi, ed ha pagato». E ancora: «La condizione del Pd in molte parti del Paese è un'aggregazione di notabili. Doppio danno: un mondo chiuso di partito senza esser partito». A tre giorni dalla batosta elettorale democrat e dopo la pausa della campagna elettorale in cui l'unico bersaglio sono stati i grillini, il governatore De Luca riprende il tono dei suoi soliti attacchi. La semiotica delle «anime morte» del suo partito e del «Pd del niente» su cui insiste da anni. Non una parola sul risultato campano, 7 punti sotto la media nazionale, ma un discorso generale sullo stato del partito dopo la vittoria grillino-leghista.

«Il Pd non ha saputo parlare alla pancia del Paese con un programma di 100 punti e non con argomenti vicino ai territori come la sicurezza ed il reddito di cittadinanza. Se si passa - spiega durante la trasmissione a Testa alta sull'emittente Tv Luna - dal 41 per cento delle Europee alla metà di quei voti, è perché non si sono sapute concretizzare quelle speranze dei cittadini. Ma questo vuol dire anche che in Italia il ciclo politico ora dura poco e vale per tutti: se non sei capace di raccogliere i sentimenti delle persone perdi i voti». Una disfatta tutta altrove, quindi. Solo ai piani alti del Nazareno. «In tante realtà il Pd rischia di essere una forza di testimonianza. Quando il 90 per cento o l'87 per cento di cittadini votano da un'altra parte, vuol dire - aggiunge il governatore - che c'è un problema di radicamento sul territorio».
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Giovedì 8 Marzo 2018, 08:27 - Ultimo aggiornamento: 08-03-2018 09:48
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