L'annuncio di De Luca: «Chiediamo al Governo più autonomia per la Campania»

«A inizio 2018 apriremo una trattativa con il governo su una maggiore autonomia per la Campania». Vincenzo De Luca apre un fronte nazionale di trattativa con Roma sulla scia di quanto già stanno facendo altre regioni del nord come Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte. Il governatore campano si mette a capo di una rivendicazione meridionale di maggiore autonomia: «Nessuna Regione del Sud - spiega De Luca - si batte su questo versante, mentre a Lombardia e Veneto si sono aggregate su questo fronte Piemonte e Liguria. Anche la Campania deve contrattare un riequilibrio di poteri con lo Stato italiano e in quella sede lanceremo da Napoli la sfida dell'efficienza alle regioni del Nord».

De Luca sul tema è sempre stato vigile negli ultimi mesi, giudicando in maniera non ideologica anche i referendum della Lombardia e del Veneto: «La cosa positiva - aveva detto nei giorni del referendum - è che hanno confermato, in modo particolare Roberto Maroni, l'idea che ci si muove nell'ambito dello Stato unitario, della Costituzione italiana. Poi possiamo ragionare anche sul riparto delle risorse, a condizione però che non si faccia il gioco delle tre carte». De Luca nella sua conferenza stampa di fine anno lancia quindi un segnale forte: la Campania non vuole restare indietro nel nuovo tavolo sul futuro delle Regioni e chiederà maggiore autonomia su temi che il governatore considera già di maggiore competenza locale: «ambiente, formazione, lavoro e sanità». Ma, chiarisce, «prima di chiedere maggiori poteri chiederemo maggiori risorse».

La sfida di De Luca è proprio sui finanziamenti che considera insufficienti a partire dalla Sanità, con il riparto nazionale che, denuncia sempre più spesso: «Viene ancora deciso sulla base dell'età della popolazione, penalizzando una Regione giovane come la Campania e non tiene conto del grado di deprivazione sociale». Proprio su quest'ultimo punto, De Luca lancia una nuova sfida: «elimineremo il ticket sanitario regionale per i redditi sotto i 26.000 euro», come a mettere lui stesso l'accento sulla deprivazione sociale. Dal palazzo della Regione riferiscono che la sfida di De Luca è lanciata al nuovo governo che verrà dopo le elezioni, iniziando un percorso di trattativa anche con toni forti su altri temi, come quello ricordato oggi dallo stesso governatore: «Lo Stato - ha detto - ha scaricato sulle Regioni centinaia di dipendenti delle vecchie Province, immaginando che scomparissero. Poi i soldi non sono mai arrivati, questi comportamenti sono inaccettabili, apriremo un contenzioso con il governo nazionale». La Campania ha infatti avocato a sé quasi tutte le funzioni non fondamentali delle 5 province per evitare che i dipendenti provinciali finissero in mobilità. L'assessore al personale Sonia Palmeri spiega all'ANSA che i dipendenti che «dal novembre 2015 sono transitati nella competenza della Regione sono circa trecento». E vengono pagati da via Santa Lucia che ha speso finora per gli stipendi circa 18 milioni di euro.
Venerdì 29 Dicembre 2017, 18:33 - Ultimo aggiornamento: 29-12-2017 18:33
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1 di 1 commenti presenti
2017-12-29 19:20:40
Invece di eliminare il Ticket aumentate gli stipendi che sono una miseria cosa sono 18 mila o 26 mila euro annui? una miseria! qui in Texas li guadagni nei fast food lavorando part time lei governatore perche' guadagna piu' di 10 mila euro al mese? piuttosto si abbassi il suo Stipendio... era solo una idea o lo dia parte in beneficenza

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