La Freedom Flotilla sbarca a Napoli: «Insieme per i diritti umani»

di Veronica Bencivenga

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Si chiama Zohar Chamberlain Regev ed è un’attivista filo palestinese nata e cresciuta in Israele. Viaggia anche lei a bordo di una delle imbarcazioni della Freedom Flotilla giunte questa mattina al porto di Napoli. «Ho visto ingiustizie che non potete immaginare, sono cresciuta con l’idea che fosse sbagliato fare del male ai palestinesi». Zohar si è trasferita nel sud della Spagna e lavora in un’attività rurale perché «anche pagare un taxi significava finanziare la guerra in Palestina», racconta. «In Israele facciamo resistenza in pochi e abbiamo dovuto tutti trasferirci altrove. Siamo schedati e ogni qual volta torniamo ci fermano e portano in questura per controlli. Questo viaggio è per noi fondamentale perché chiediamo agli Stati di tutto il mondo di far rispettare i diritti umani e di riconoscere la Palestina. Vogliamo andare a Gaza senza avere un conflitto, se dovessero fermarci con la violenza noi non risponderemo. Vogliamo solo portare aiuti umanitari e informare il mondo di ciò che sta accadendo».

Con Zohar ci sono altri venti attivisti e membri dell’equipaggio giunti al porto di Napoli sulle due imbarcazioni “The Return” e “Freedom”. La città ha saputo dare loro il benvenuto organizzando numerose iniziative in programma fino al 15 luglio, tra concerti, assemblee e raccolta fondi per l’acquisto dei medicinali. Il sostegno alle imbarcazioni della Freedom Flotilla è alto, il Coordinamento Napoli Palestina si è subito attivato per affiancare il movimento internazionale (Freedom Flotilla Coalition, FFC) che dal 2008 organizza iniziative per portare aiuti alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza ormai stremata da undici anni di assedio e per sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni di vita di circa due milioni di persone, di cui quasi la metà bambini, rinchiusi in un fazzoletto di terra di 363 km quadrati. Le navi, partite un mese fa da Oslo, in Norvegia, sono attese a Palermo la prossima settimana per poi arrivare a Gaza dove tenteranno di forzare il blocco, impresa ad oggi mai riuscita.

Ciò che conta resta l’impresa. Viaggiare di porto in porto per sensibilizzare ed informare sulle atrocità che si stanno compiendo da undici anni contro la popolazione civile di Gaza e da settant’anni contro il popolo palestinese che lotta contro l’occupazione israeliana. L’accoglienza della città di Napoli si è manifestata anche con un corteo che nel pomeriggio è partito da piazza Municipio ed è arrivato sino al porto.

Domani dalle 19 al Maschio Angioino «Gli artisti napoletani a sostegno della Palestina» daranno vita a un concerto con esibizioni dal vivo, venerdì 13 sarà organizzata una cena sociale presso la mensa occupata di via Mezzocanonne, mentre l’intera giornata di sabato 14 sarà destinata ad un’assemblea nazionale organizzata presso il Complesso di Santa Fede Liberata a sostegno della resistenza palestinese.
Mercoledì 11 Luglio 2018, 20:36
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