Gioielliere uccide rapinatore nel Napoletano, Carfagna: «La proprietà privata dev'essere inviolabile»

«La proprietà privata deve essere inviolabile. Nessun cittadino, in qualunque parte d'Italia, dovrebbe temere per la propria vita. In nessun caso chi si difende, con una reazione proporzionata, deve essere considerato alla stregua del delinquente che ha provato a rapinarlo. Il centrodestra considera la riforma della legittima difesa utile e necessaria e per questa ragione l'ha inserita tra i punti del programma col quale vuole governare il Paese dopo le elezioni del 4 marzo. Già in questi anni abbiamo sollecitato la maggioranza a riformarla, ma il Pd, come sempre sordo ai suggerimenti, ha proposto una legge piena di contraddizioni, rabberciata, che, infatti, non è stata approvata». Lo afferma Mara Carfagna, portavoce dei deputati di Forza Italia e consigliere comunale a Napoli. «Bisogna riportare la legalità ovunque. A Frattamaggiore quattro malviventi hanno seminato il panico non solo in una gioielleria, ma, soprattutto, tra la gente, in mezzo ai bambini vestiti in maschera per Carnevale. Provvidenziale è stato l'intervento di un ispettore di polizia fuori servizio, a cui va il nostro più sentito ringraziamento, così come alle Forze dell'Ordine e alla magistratura che hanno già individuato gli altri responsabili».
 
 

D'accordo Daniela Santanchè, oggi esponente di Fratelli d'Italia: «La rapina di Napoli conclusasi nel sangue con il gioielliere che ha estratto la pistola e ucciso il rapinatore riporta l'attenzione sul reato di legittima difesa. Questo rischia di diventare uno dei tanti casi di un uomo costretto a difendersi davanti a uno Stato assente e non in grado di garantirne la sicurezza. Il gioielliere ora rischia di essere incriminato pur avendo esercitato la legittima difesa. Una cosa che non sta in piedi». «Se un malvivente entra in casa mia violando la mia proprietà e magari armato - argomenta la parlamentare - io non posso reagire anzi rischio un incriminazione per eccesso colposo di legittima difesa, come dicono appunto a Napoli: cornuto e mazziato. Non esiste, noi proporremo il condono della pena per tutti i cittadini che hanno esercitato la legittima difesa».
 

Imputare il gioielliere che in provincia di Napoli ha sparato al rapinatore «non sta nè in cielo nè in terra, lui stava facendo il suo lavoro. Totale solidarietà al gioielliere, non esiste l'eccesso di legittima difesa, deve essere l'ultima possibilità ma se la mia vita o quella dei miei figli è a rischio devo difendermi», ha tuonato Matteo Salvini negli studi di “In mezz'ora”. 

«Meno male che questa rapina a Napoli si è conclusa senza un danno per Abele ma solo per Caino e chi ha sbagliato ha pagato. Ora auspico che non ci siano conseguenze per chi legittimamente ha sparato, per difendersi da un rapinatore armato. Io continuo a sostenere che la difesa debba sempre essere legittima e non possa esserci un reato a riguardo, senza se e senza ma, senza distinguere che il rapinatore abbia una pistola a salve con il tappino rosso o meno», ha aggiunto dal Nord il leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato.
Domenica 11 Febbraio 2018, 12:33 - Ultimo aggiornamento: 11-02-2018 14:56
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