Flop Pd, lo strappo degli ex Ds: tutti contro tutti, salta la direzione provinciale

di Adolfo Pappalardo

A prima mattina il primo strappo: cinque consiglieri regionali annunciano di disertare la direzione provinciale pd convocata oggi per discutere del tonfo elettorale. «La convocazione della Direzione metropolitana, ovvero di un organismo dirigente non rappresentativo dell'insieme del partito, rischia d'essere l'ennesimo approccio superficiale ed arrogante che a Roma, come in Campania e a Napoli, ha già fatto disastri», scrivono in un documento durissimo Enza Amato, Antonella Ciaramella, Gianluca Daniele, Bruna Fiola e Antonio Marciano. Dietro ci sono ancora i veleni dell'ultimo congresso provinciale. Ovvero quell'area ex ds rimasta fuori dalla contesa e da tutti gli organismi dirigenti. Ergo, nella direzione convocata per oggi da Costa, non avrebbe avuto diritto di parola. Ed infatti dopo i 5 consiglieri intervengono duramente sia l'europarlamentare Andrea Cozzolino che Nicola Oddati, lo sfidante dell'attuale segretario provinciale Massimo Costa. Dice il primo: «Ho letto l'annuncio di Costa della improbabile riunione di una direzione che per me non esiste. È stata convocata e allora ho chiamato Costa consigliandogli di fare una riunione molto aperta e non settaria con i protagonisti della sconfitta. Non è tempo di organismi farlocchi ma di riunioni aperte per discutere senza veli e intermediazioni». Più duro Oddati: «Apprendo essere stata convocata una direzione metropolitana per discutere del voto. Mi pare un ulteriore e ridicolo atto di arroganza. Quell'organismo è frutto di un congresso finto, che ha tenuto fuori una vasta area del partito». Ma in mezzo ci sono le dimissioni, prima annunciate poi da presentare nella prossima direzione regionale, di Assunta Tartaglione. Strada che porta al congresso regionale. Solo che occorre capire se ad organizzarlo sarà un reggente, come chiede la minoranza del partito, o la stessa maggioranza della Tartaglione. «Chi ha diretto il partito in questi anni inevitabilmente deve farsi da parte, immediatamente e senza finzioni e trucchetti, ci sono - attacca l'ex assessore comunale - gli organismi di garanzia per gestire la fase che ci porterà al congresso regionale. In questo quadro ognuno dovrebbe svolgere la funzione che gli spetta. Penso al capogruppo al Consiglio comunale che, nel giorno in cui la Corte dei conti boccia il bilancio, non dice una parola su Napoli e discetta invece di candidature lanciandosi in analisi politologiche. Recuperiamo il senso del limite e del ridicolo».
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Venerdì 9 Marzo 2018, 10:31 - Ultimo aggiornamento: 09-03-2018 12:03
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