Da Ischia a Bruxelles, Giosi Ferrandino "matricola" nel giorno di Macron, eletto membro della commissione turismo

Giosi Ferrandino al Parlamento Europeo
di Massimo Zivelli

Più Europa, più Unione, più speranza, più Sud. Ed immancabilmente anche, più isole. Inizia con queste prospettive di lavoro politico, l'esperienza da parlamentare europeo di Giosi Ferrandino. L'ex sindaco d'Ischia, subentrato a Bruxelles a Gianni Pittella, ha esordito nella sua nuova veste istituzionale proprio nel giorno in cui il presidente francese Macron ha tenuto il suo discorso davanti ai rappresentanti dell'Unione. Ferrandino, esponente nazionale del Partito Democratico, al suo primo giorno fra i banchi del gruppo socialista europeo, forte della esperienza maturata negli anni precedenti, ha già scelto il suo ambito d'azione e si è fatto eleggere nella commissione parlamentare che si occupa di Turismo e Trasporti. “Voglio dare il mio contributo e mettere a disposizione la mia esperienza per il bene della mia comunità e per tutto il Mezzogiorno d´Italia. Ho scelto la Commissione Turismo e Trasporti, proprio perché sono convinto che questi rappresentino un volano unico fondamentale per lo sviluppo del Sud”, spiega Ferrandino. “Da qui alla fine del mandato, mi batterò per favorire il riconoscimento a livello nazionale ed europeo della peculiarità delle isole, in particolare quelle del nostro Mezzogiorno”, sostiene Ferrandino, sposando la petizione nazionale patrocinata dall’Ancim (l’Associazione nazionale dei comuni delle isole minori) che chiede la modifica dell´art. 119 della Costituzione verso il pieno riconoscimento dello svantaggio naturale derivante dall’insularità in materia sanitaria e ospedaliera, della scuola, dei lavoratori, del turismo e degli uffici pubblici e di tanti altri settori potranno trovare una adeguata soluzione. “Si tratta di una questione europea molto sentita in numerosi Stati membri, come la Grecia, la Spagna, la Croazia ma anche la Francia e alcuni Paesi del Nord. Con i miei colleghi al Parlamento europeo mi farò promotore di una battaglia comune per ridurre il divario esistente tra i livelli di sviluppo dei vari territori e colmare il ritardo delle aree meno favorite, come le isole. Anche questa - conclude il neo-eurodeputato Pd - è politica di Coesione. Anche questa può e deve essere la nostra Europa”.
Martedì 17 Aprile 2018, 19:52 - Ultimo aggiornamento: 17-04-2018 21:17
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