Cr8, l'accordo sui debiti non basta: il Comune di Napoli ha sette mesi per scongiurare il crac

di Valerio Esca

Con lo sblocco della cassa gli sforzi del sindaco de Magistris si concentrano adesso sulla battaglia romana per provare a strappare al governo una norma che cancelli la sanzione della Corte dei Conti. Il cosiddetto «debito ingiusto». Non basta infatti il via libera del premier Paolo Gentiloni, grazie al quale lo Stato si riconosce titolare del 77 per cento del debito contratto con il Cr8 (risalente al 1981, nel post terremoto), a scacciare lo spauracchio del default. L'amministrazione ha sette mesi di tempo per portare a casa il risultato e l'impasse istituzionale di queste settimane, con tutte le difficoltà legate alla formazione di un nuovo governo, preoccupa non poco il primo cittadino. Soprattutto nel caso in cui ci fosse un ticket Lega-5Stelle. Basti pensare ai pessimi rapporti tra de Magistris e il leader della Lega Matteo Salvini.
 

Cosa cambia dopo l'ok di Gentiloni
Innanzitutto si aspetta nei prossimi giorni la formalizzazione da parte del Cr8 della rinuncia al pignoramento: «Il governo con la somma di 10 milioni di euro deliberata due giorni fa si riconosce competente del 77 per cento del debito Cr8 - spiega l'assessore al Bilancio Enrico Panini - A questo punto il Consorzio è messo nelle condizioni di ritirare la richiesta di pignoramento. Si aspettava soltanto l'ok di Roma. Così noi riprenderemo pieno possesso dei capitali in cassa». In sostanza si torna alla gestione ordinaria dell'ente. Rientra il rischio per il pagamento ai fornitori, i ritardi sugli stipendi, la benzina per i mezzi del Comune. Una boccata d'ossigeno per il Municipio, nonostante effetti tossici notevoli in questi mesi ce ne siano stati. Perché l'amministrazione, a causa del pignoramento, è dovuta ricorrere alle anticipazioni di tesoreria di Banca Intesa San Paolo, su cui si pagano gli interessi, che a loro volta aumentano le passività. Per un importo pari a 97 milioni, l'ammontare del pignoramento richiesto nei mesi scorsi dal Cr8 (anche se al momento dell'esecuzione del titolo ne erano disponibili solo 24), gli interessi passivi sono maturati del 2,70 per cento. Il tanto atteso semaforo verde della presidenza del Consiglio porterà il governo a pagare 65 milioni degli 85 totali, mentre al Comune ne spetteranno 20 (19,6 milioni già versati al Cr8 come anticipazione nel 2016).
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Domenica 13 Maggio 2018, 08:00
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2018-05-13 12:19:36
Un fallimento come magistrato, politico e uomo. Ma anche i cittadini di napolistan sono un fallimento. Loro non amano la democrazia, il benessere, il senso civico e l'onestà. Napolistan è persa tra la pizza ed il far nulla con il placet di acculturati e popolino. Loro sono uguali.
2018-05-13 09:47:16
Potrebbe fare una telefonata all'ex assessore Cardillo e sottoscrivere un altro bel Derivato come quelli che la giunta di Rosetta approvò anni fa ...
2018-05-13 09:38:20
Manteniamo memoria, per favore, di questa ennesima tragica farsa...Quest’uomo aspira a governare la Regione...
2018-05-13 08:37:42
si stanno arrampicando sugli specchi come se il debito fosse solo quello definito " ingiusto " ammontante a qualche decina di mln mentre la passivita' e' di qualche mld ( 2,2 se ricordo bene ) ; cmq Matteo Salvini ricordati la tua venuta a Napoli nell'ott. scorso quando costui col suo tacito assenso fece scatenare gli amici dei centri sociali ( quelli con cui fa' Trenino ) mettendo a soqquadro il quartiere di fuorigrotta e , cosa piu' grave , non costituendo l'ente parte civile per i danni arrecati per non parlare della mancanza di un comunicato di condanna e di solidarieta' alle forze dell'ordine delle quali alcuni componenti rimasero ferite
2018-05-13 08:10:52
La vera preoccupazione di De Magistris è che, dopo aver desalinizzata la città ribbbelllle e ribbbeellllattttta, si ritroverà Salvini o PdC o Ministro dell’ Interno e +on lui dovrà parlare e chiedere aiuto. In altre parole dovrà andare a Canossa con il capo chino è coperto di cenere e, per uno come lui, non vi è cosa peggiore.

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