Carri funebri, la marcia su Napoli diventa un caso politico

di Fulvio Scarlata

  • 13
La marcia dei carri funebri, l'emendamento bocciato del consigliere Pd, una legge del 2013 della Giunta Caldoro, l'attacco dei 5Stelle e la proposta della Regione di un incontro: la legge regionale sulle pompe funebri che impone alle imprese l'assunzione di quattro dipendenti e di un direttore, irrompe sulla fine dell'anno. Oggi è annunciata la singolare manifestazione dei carri funebri con la contestazione della legge «che - si sottolinea - fa chiudere 700 aziende lasciando in campo solo i grandi player del settore con 4mila lavoratori da licenziare». Per la grillina Valeria Ciarambino «è uno scandalo che tende a creare un oligopolio nelle onoranze funebri». Per Franco Picarone (Pd) «è un atto amministrativo dei dirigenti che applica la legge voluta dal centrodestra. Di certo la questione non poteva essere affidata alla legge di stabilità».

La legge è del luglio 2013, dunque della Giunta di centrodestra di Stefano Caldoro. Per far ordine nel settore delle onoranze funebri, e per combattere un'evasione fiscale insopportabile visto quanto le imprese del settore fanno pagare i funerali ai cittadini, si stabiliva che ogni azienda doveva assumere con un contratto regolare quattro necrofori dotandosi di un direttore. La norma è rimasta ferma fino alla sua attuazione decisa con decreti dirigenziali, quindi con atti amministrativi, finendo sul Burc, il bollettino ufficiale della Regione e divenendo così operativa.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Giovedì 28 Dicembre 2017, 10:33 - Ultimo aggiornamento: 28-12-2017 12:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP