Regionali, il patto Fi-Lega
con Carfagna già in pole

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di Carlo Porcaro

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Forza Italia ha avviato una lunga campagna elettorale, che parte dalle elezioni europee del 26 maggio 2019 per finire a quelle regionali del 2020. Lo ha fatto ascoltando numerosi esponenti della società civile, con un meeting capovolto a metà strada tra la Leopolda renziana (di quel tenore le suggestioni evocate dall'imprenditore Angelo Bruscino) e i meet-up grillini (tra le denunce quella di un autista Ctp aggredito di recente). A mettere, però, il bollino politico all'iniziativa di ieri mattina all'Hotel Vesuvio, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani la cui presenza in apertura dei lavori è stata interpretata come un modo per ribadire la sua leadership tra i berlusconiani e il vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, divisa tra le ambizioni nazionali e la possibilità di candidarsi a governatore tra due anni forte dei sondaggi che darebbero il centrodestra unito in vantaggio su M5S e centrosinistra.

«Io candidata alle Regionali? A differenza di Cinquestelle, Pd e de Magistris noi non facciamo guerre interne, preferiamo prima ascoltare le persone poi decidiamo: manca ancora un anno e mezzo», la risposta della stessa Carfagna ai giornalisti che le hanno chiesto di un suo impegno personale. Negli ambienti di Forza Italia è diffusa la consapevolezza che il suo nome compatterebbe il partito e potrebbe anche raccogliere consensi trasversali. In campo, resta l'ipotesi di un ritorno dell'ex governatore Stefano Caldoro che presto incontrerà le categorie sociali e produttive per convincerle a firmare il referendum sulla macro-regione ormai divenuto il suo cavallo di battaglia.
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Lunedì 17 Dicembre 2018, 08:20 - Ultimo aggiornamento: 17-12-2018 19:21
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