Bagarre alla Municipalità di Bagnoli
presidente DemA «graziato» dal Pd

di Valerio Esca

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Il Pd, almeno per ora, grazia il presidente della decima Municipalità Diego Civitillo dalla mozione di sfiducia proposta da 16 consiglieri su 30. L'uomo dei movimenti di Bagnoli, esponente di demA, è riuscito ad evitare il peggio proponendo il rinvio della discussione, durante la seduta di giovedì, con lo spacchettamento nei tre prossimi consigli. Nel primo si discuteranno le motivazioni che hanno portato i consiglieri (tra cui alcuni della stessa maggioranza) a chiedere la testa del presidente; nel secondo Civitillo presenterà all'aula un documento programmatico e politico da condividere con tutti. Infine, nella terza seduta, la votazione dell'atto di sfiducia. In pratica il presidente arancione resta ancora in bilico, ma con buone possibilità che l'atto non venga votato dalla maggioranza dell'assemblea. La proposta dell'esponente di demA è passata con 14 voti favorevoli, 12 contrari e un astenuto (con tre assenti alla seduta). Tra i contrari due dissidenti di maggioranza, che ormai si possono considerare all'opposizione, Laura Caccavallo dei Verdi e Giuseppe Bellopede, capogruppo di Napoli in Comune a sinistra; mentre il dato singolare riguarda l'unico astenuto, ovvero il consigliere del Pd Osvaldo Cammarota, candidato del centrosinistra un anno fa alla presidenza della Municipalità, molto vicino a Valeria Valente.

Gli altri componenti del gruppo democrat (in tutto sono 5) hanno votato contro la richiesta di Civitillo. Tra quelli che si sono schierati al fianco del presidente spicca su tutti il consigliere del gruppo misto Sergio Lo Masto, eletto nelle fila della civica della Valente «Napoli Vale». Prova a chiarire il perché della sua astensione il consigliere Cammarota: «La proposta di Civitillo di rinviare la discussione mi è sembrata, in un clima di dialogo, una cosa ragionevole. Vorrei ricordare che stiamo parlando dello stesso clima che ha portato all'accordo per Bagnoli. La sfiducia rimarca - l'ho sottoscritta anche io, non sarò incoerente». Al di là della mozione di sfiducia a Civitillo il dato politico rimane un altro. I democrat ancora una volta hanno fatto da stampella a de Magistris e alla sua parte politica. E non è la prima volta che accade. Nella scorsa consiliatura l'opposizione è stata praticamente nulla. Non un sussulto del Pd che si ricordi. A via Verdi, negli scorsi cinque anni, al netto di qualche sortita di Ciro Fiola, il Pd è non pervenuto.

C'è poi l'accordo di qualche settimana fa sugli staffisti in Città metropolitana, così come l'atteggiamento morbido del Pd al Comune, che spesso durante i Consigli garantisce il mantenimento del numero legale. Nonostante sia il capogruppo Federico Arienzo sia la stessa Valente non facciano sconti, nei loro interventi, all'ex pm. Quella del Pd si conferma dunque un'opposizione alquanto sterile. Una lunga trama quella che lega il sindaco ai democrat. Basti pensare ai rapporti che il primo cittadino ha rinsaldato nell'ultimo anno con Michele Emiliano prima e Andrea Orlando poi. De Magistris ha ribadito anche nell'ultima riunione con i suoi fedelissimi a metà agosto il suo interesse a guardare all'area sinistra del Pd, quella che fa capo agli ex Ds. Con il governo democrat targato Gentiloni, il sindaco ha portato a casa l'accordo per Bagnoli, il Patto per Napoli e attualmente è in ballo la norma salva-comuni, che metterebbe al riparo Palazzo San Giacomo dal rischio default. E basta guardare la squadra del sindaco per comprendere come uomini vicini al Pd governino con l'ex pm la città. L'attuale assessore al Bilancio Enrico Panini è stato a lungo militante democrat, così come l'assessore alla Cultura Nino Daniele (che oggi però non ha più la tessera). Così quello andato in scena alla decima Municipalità è soltanto l'ultimo capitolo della saga tra Dema e i democrat.
Domenica 10 Settembre 2017, 18:02 - Ultimo aggiornamento: 10-09-2017 18:02

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1 di 1 commenti presenti
2017-09-11 17:40:09
Una disamina corretta in quanto piuttosto evidente. Il Pd a Napoli svolge, ormai da alcuni anni, un'attività di contrasto alla maggioranza in maniera ambigua: sembra all'opposizione ma di fatto copre l'inefficienza della maggioranza. A De Magistris infatti è sufficiente un vice Sindaco inesperto per amministrare (male) la città, mentre Lui si dedica a tessere intrighi e a preparare il suo futuro politico nazionale.

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