Armando Cesaro: «Toti? Accuse false. Lui sta con la lega»

di Adolfo Pappalardo

«Dal governatore della Liguria un attacco scomposto e fuori luogo. Ma è normale: lui deve dar conto alla Lega», dice Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. Cesaro jr replica a Giovanni Toti che, l'altro giorno, ha sparato ad alzo zero contro il suo stesso partito campano. Scatenando così una guerra interna finché Berlusconi per stoppare i veleni ha deciso di assicurare la sua presenza (e quindi la fiducia ai vertici Fi campani) alla conferenza programmatica azzurra ad Ischia il 14 e 15 ottobre. Il risultato è stato un'impennata delle conferme, oltre mille, che ha costretto ieri gli organizzatori a spostare la location da villa Arbusto al palazzo congressi del Regina Isabella. Tra i vertici nazionali, compreso Ghedini e Letta che curano la regia delle candidature, Antonio Tajani, i capogruppo di Camera e Senato oltre a tutti i coordinatori regionali. «Tappa nevralgica per il partito dopo Fiuggi e prima delle regionali in Sicilia e delle politiche», specifica Cesaro.


Ma alla vigilia di Ischia arrivano i colpi del fuoco amico: il governatore della Liguria ha sparato sul partito campano manco foste voi gli avversari.

«Consigliamo a Toti di dare un'occhiata ai numeri. Fi alle ultime regionali qui ha raggiunto il 18 per cento mentre in Liguria solo il 12 e grazie al suicidio del Pd con le primarie. Mi rendo conto che lui è condizionato dai numeri perché, con la Lega al 20 per cento in maggioranza, deve dar conto a loro ma mi sarei aspettato toni diversi. Lui ha in mente un partito a trazione leghista, per noi esiste solo la trazione Berlusconi. E l'attacco scomposto alla Campania è proprio al modello Berlusconi. Non a caso mentre noi eravamo a Fiuggi, lui era a Pontida con la maglia di Salvini premier. La indossi lui...».

Veleni interni per far saltare l'arrivo a Ischia del Cavaliere?

«Non so ma il presidente per tutta risposta ha confermato nello stesso giorno la sua presenza».


Qualcuno in Fi ha visto anche una polemica diretta contro Mara Carfagna: sulla debacle a Napoli e Salerno.

«È stato un attacco alla classe dirigente tutta e non solo a lei. Io non voglio sottolineare i dati ma preferisco perdere a Somma Vesuviana con il mio 20 per cento che vincere a Chiavari con il 4».

Intanto in Fi in Campania tutti vogliono rientrare. Non sarete un po' troppi?

«È il coordinatore De Siano a occuparsene ed è chiaro come non dobbiamo dimenticare chi è stato in questa casa nei momenti difficili: persone da tenere in considerazione più degli altri. Gli spazi ci sono, Fi è in grande crescita e una classe dirigente deve aprire a tutti. Non solo agli ex ma anche alla società civile che si era infatuata del renzismo per poi capirne il fallimento».

Rientri per essere messi in lista alle politiche.

«Se ne occupa il coordinamento di queste cose ma, ripeto, deve esserci attenzione per chi è rimasto. Ma capisco: questa forza attrattiva è data da una classe dirigente capace e dal presidente Berlusconi».

Lei è capogruppo in Regione, non negherà che oltre al renzismo molto centrodestra ha virato verso De Luca.

«Siamo ormai a metà legislatura e non vedo i miracoli annunciati in campagna elettorale. Noi tra l'altro stiamo preparando un documento per dimostrare il fallimento di questa governance. A cominciare dalla sanità nonostante il governatore abbia preteso ed ottenuto, prima della legge Madia, di scegliersi tutti i direttori delle Asl. Noi di Fi chiedevamo, con emendamento approvato, che i manager sanitari ogni anno rendicontassero il loro lavoro. Mai fatto. Ma De Luca ha ben pensato di aumentare a tutti lo stipendio il 14 agosto e ora lo fa con i manager delle partecipate, comprese quelle che da 4 anni non presentano un bilancio».

Mentre a San Giacomo siete messi nell'angolo dagli arancioni.

«Il sindaco pensa a mettere le bandiere della Catalogna fuori il Comune invece di amministrare una città che è ormai allo sfascio».
Giovedì 5 Ottobre 2017, 12:13 - Ultimo aggiornamento: 05-10-2017 12:13
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