Armando, il vignettista con un'arancia nella testa: «L'ironia ci salverà»

di Maria Pirro

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«Negli ospedali la manopola dei termosifoni è sempre tarata sulle Isole Lampàdos». E «il pappagallo non è un uccello che svolazza libero per la stanza». Certo, «prima frequentavi i bar, ora le barelle». «La cura non è solo una canzone di Battiato». Ma «non hai ammazzato una mosca e adesso tutti ti chiamano guerriero». Così il vignettista Armando Borrelli, 44 anni, napoletano da 20 a Torino, racconta la sua esperienza con (T)umorismo. «Sono entrato in ospedale a Natale del 2016, ho avuto un tumore (un glioblastoma) al cervello, i dottori prima mi hanno detto che era grande come un mandarino, poi come un'arancia. Mi hanno operato, ho fatto la chemio e sono ingrassato; mi si è ristretto il campo visivo, faccio fatica a leggere e scrivere, cammino con il bastone da ipovedente, non posso guidare più l'auto e andare in bici, ma disegno ancora e sono vivo».
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Venerdì 7 Dicembre 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2018 07:05
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