Turismo, i Campi flegrei
vogliono il marchio Unesco

di Nello Mazzone

POZZUOLI. I Campi Flegrei hanno scelto la Borsa Internazionale del Turismo, che si è chiusa ieri a Milano, per rilanciare la propria candidatura tra i siti tutelati dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Dopo il flop della prima candidatura, avanzata timidamente nell'estate 2008 nel pieno dell'emergenza rifiuti tra cumuli di rifiuti e roghi tossici, stavolta la Regione e i Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida hanno intessuto una fitta rete di alleanze strategiche e puntato tutto sulla esperienza e i contatti internazionali dell'ambasciatore Francesco Caruso per chiudere nel 2019 la partita e ottenere l'egida Unesco per la terra celebrata da Virgilio. Serve un cambio di passo.

Una accelerazione. Come ha evidenziato l'assessore regionale al Turismo Corrado Matera, a capo della delegazione campana alla Bit. «Nel 2017 abbiamo raggiunto risultati importanti in termini di presenze alberghiere ed extralberghiere e il riconoscimento Unesco per l'arte del pizzaiuolo dice Matera - Una Campania proposta nella sua interezza attraverso opportuni itinerari ed un marketing innovativo, con una offerta turistica di ampio respiro da cui Italia ed Europa non posso prescindere». Campi Flegrei Innovazione è stato il fil rouge degli interventi campani al FieraMilanocity. E, non a caso, appena qualche settimana fa è stato scelto ad interim Paolo Giulierini, direttore del Mann-Museo archeologico nazionale di Napoli, per rilanciare il Parco Archeologico dei Campi Flegrei: scrigno di archeologia, arte e bellezze paesaggistiche che vanno promozionate usando il moderno criterio del marketing territoriale, per superare i problemi legati alla logistica, ai trasporti e ai pochi posti-letto per i turisti.

«La Regione sostiene in pieno questa candidatura ha aggiunto l'assessore Matera e continuerà a coadiuvare i Comuni nel percorso per il riconoscimento dei Campi Flegrei come patrimonio Unesco». Concetto ribadito, nel corso della presentazione del volume «Pozzuoli Ardente», anche dal neo-direttore ad interim del Parco Archeologico Campi Flegrei. «Musei e siti archeologici dell'area flegrea ha detto Giulierini - non devono essere avulsi dal contesto, ma al contrario entrare a far parte del tessuto urbano, della vita quotidiana della cittadinanza ed essere vissuti. I musei dovranno aprirsi ai territori, come già avviene al Mann». Con Giulierini anche il presidente di Federalberghi Campi Flegrei Roberto Laringe e l'assessore al Turismo del Comune di Pozzuoli Maria Teresa Moccia Di Fraia. «Sono molteplici le iniziative che la nostra associazione alberghiera sta sviluppando ha spiegato Laringe Abbiamo attivato sinergie con start-up locali per l'innovazione tecnologica, i virtual reality point, mobilità alternativa, sviluppo di app tecnologiche per il territorio». Insomma più servizi al turista, mentre l'assessore Moccia Di Fraia ha presentato il cartellone di eventi per il 2018 e ha posto l'accento sulla «forte collaborazione tra pubblico e privato per la promozione e il marketing della nostra terra».

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Mercoledì 14 Febbraio 2018, 10:59 - Ultimo aggiornamento: 14-02-2018 10:59
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