Tra Oriente e Occidente, debutto
napoletano per Yumi Karasumaru

di Pasquale Esposito

Fondere la cultura del Giappone con quella dell’Occidente, le performances, le opere di Yumi Karasumaru sono preziose testimonianze di quanto sia importante rappresentare il proprio mondo aprendosi contestualmente ad altre esperienze culturali, artistiche, inglobandole, dando vita a forme di nuova espressività in grado di congiungere le differenze, coniugarle, tenerle insieme, annullandole sotto il segno dell’arte. L’artista giapponese (è nata ad Osaka, ma vive ed opera da parecchi anni a Bologna) sarà per la prima volta a Napoli domani per una performance promossa dal Plart, il museo delle Arti plastiche di via Martucci, ma che sarà ospitata per ragioni di spazio nelle suggestive sale di Palazzo Caracciolo di San Teodoro alla Riviera di Chiaia .

«É un grande evento - spiega Maria Pia Incutti, che del Plart è la fondatrice, l’anima - per il quale, grazie alla presenza di un’artista di grande raffinatezza ho voluto uno spazio come Palazzo San Teodoro di notevole raffinatezza decorativa, nei cui ambienti la performance di Yumi raggiungerà, ne sono sicura, gli effetti che lei si prefigge con le sue opere pittoriche, i suoi libri, e le sue performances». A Napoli, dove “agisce” per la prima volta, e con il supporto di due musiciste, pure giapponesi (ai flauti e alle tastiere), Yumi Karasumaru presenta “Story-teller, il narratore - versione speciale per Napoli 2017” , una performance che si articolerà in vari momenti e temi: Gyakutai, Il testamento di Koukichi, Kimi-ga-yo, Facing Histories in Hiroshima: Questo è un essere umano, I fiori dell’Estate. In questa azione ideata per Napoli l’artista darà una plastica dimostrazione di quella che è sempre stata la pratica della sua estetica, della sua ricerca espressiva, combinando, come si diceva, le modalità espressive del teatro giapponese con quelle performative occidentali, così come nelle sue opere pittoriche la memoria della pittura tradizionale giapponese convive con la cultura pop nipponica.

La voce di Yumi Karasumaru è strumento vivo, mezzo espressivo di grande potenza evocativa, dando luogo grazie ai suoi timbri limpidi, suadenti, ad una rappresentazione scenica, ad una narrazione ipnotica che racconta delle storie tra contemporaneo e passato, soprattutto un lato oscuro del suo Giappone, attingendo ai testi poetici di un autore sopravvissuto alla tragedia di Hiroshima. Tema al quale ha dedicato varie esposizioni, l’ultima delle quali l’anno scorso al Mambo (Bologna) in occasione del settantunesimo anniversario di quel tragico bombardamento. L’appuntamento con Yumi Karasumaru, pertanto, si configura come un evento di grande valenza artistica e culturale, dal momento che al centro dell’incontro, e sua protagonista, è un’artista molto apprezzata a livello internazionale, grazie alle sue mostre in Europa, Stati Uniti, naturalmente Giappone.
Mercoledì 14 Giugno 2017, 18:36 - Ultimo aggiornamento: 14-06-2017 18:36
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