Totò, Mussolini, Hitler: la storia di Napoli e dell'Italia nella mostra dell'Istituto Luce

Istituto LUCE, napoli
di Antonella Ambrosio

Roma, Buenos Aires, Mantova, Catania e Matera. Il publico emozionato e incuriosito, con presenze record. La grande mostra "LUCE - L’immaginario italiano" abbraccierà, con i suoi imperdibili ricordi, anche il capoluogo partenopeo. Dal 9 novembre fino all'11 marzo sarà allestita nel Convento di San Domenico Maggiore. L’esposizione racconterà la storia dell’Istituto Luce, dalla fondazione nel 1924 ad oggi: una delle più grandi imprese culturali del Paese, un luogo di elezione della sua conoscenza storica, e il deposito materiale di memorie, segreti, sogni dell’Italia nel XX secolo e oltre. 
La storia, i suoi protagonisti, momenti rubati e di straordinaria bellezza in un percorso espositivo che tutti dovrebbero vedere, impossibile da trovare nei libri e che racconta gli anni post prima guerra mondiale. L'orgoglio di essere italiani seguendo immagini ricche di pathos e basate sul concetto di grandi pannelli organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui in più di 20 schermi saranno proiettate speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce. Accanto alle immagini in movimento, più di 500 splendide fotografie dell’Archivio fermeranno dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiranno l’analisi storica e linguistica dei video. Un percorso visivo e uditivo di notevole impatto, predisposto per consentire al visitatore di confrontarsi con un’immagine differente, e in cui ciascun video dialoga con quelli vicini per analogie e differenze. Una serie di parole-chiave legherà l’itinerario. Dagli anni ’20 di città/campagna, ai ’30 di autarchia, uomo nuovo, architettura, censura e propaganda. Si arriverà a Guerra e rinascita, Cassino (icona della brutalità distruttiva delle guerre), vincitori e vinti (con sequenze poco conosciute e straordinarie, anche a colori, dell’ingresso degli alleati non solo a Roma, ma anche nelle profondità del Paese) modernità/arretratezza (un parallelo significativo di immagini dell’Italia anni ‘60), giovani, economia, corpi politici, neotelevisione, e tante altre. Alcune sezioni mostreranno aspetti specifici e suggestivi. La ‘camera del Duce’ disegnerà un’imperdibile antologia delle retoriche e dei silenzi di Mussolini, ed è contrapposta alla stanza del Paese reale, un commovente viaggio nei volti degli italiani negli anni ’30.   
Un’interessante sezione finale sarà dedicata proprio alla città di Napoli, con una videoinstallazione formata da tre schermi dove saranno  esposte foto e immagini d’archivio dagli anni ‘20 fino ai tempi nostri. Ad aprire il percorso un’immagine di circa sette metri presenterà  piazza del Plebiscito gremita di gente in occasione della nascita del principe, ancora la piazza che saluta l’arrivo di Mussolini per l'anniversario della storica adunata delle Camicie Nere. Tra le foto quella del 1928 dei capitani delle squadre di calcio della Roma e del Napoli, che posano in campo, insieme a un'autorità militare e ad altre personalità - tra cui Alessandro Melchiori -mostrando due bassorilievi incorniciati, raffiguranti la Madonna con il Bambino. Sono del 1938 le incredibili immagini del viaggio di Hitler a Napoli, che su invito di Mussolini, percorse a tappe le città d’arte più rappresentative del bel paese a suggellare l'eterna amicizia tra le due nazioni “sorelle”. Lo accoglie una capitale del Mezzogiorno addobbata, dove una grande parata navale nelle acque del Golfo varrà a mostrare al Führer la preparazione militare dell’alleata. A seguire la “Liberazione” americana che filma il popolo in fila, anche per ricevere l’acqua. Volti di riscatto e povertà di un’Italia in bianco e nero. Lontana e vicinissima. La sezione partenopea continua con una video istallazione formata da tre schermi. Un susseguirsi  di suoni, “sapori”, facce, nei budelli più nascosti dei vicoli, ma anche tra le tipiche piazze, riti religiosi,  di una metropoli, che cambia per rimanere sempre se stessa. Dura dieci minuti l’imponente video dedicato ad Antonio de Curtis: immagini “rubate” dal set, alcuni momenti intimi, inediti, del Totò attore, che cammina per la strada, immerso tra il popolo o da solo riflette. Stralci anche dal censurato lungometraggio di Mario Monicelli, Totò e Carolina. Il Principe della risata ritratto nei suoi cavalli di battaglia, ma anche quando riceve premi e riconoscimenti.    

La mostra, ideata e realizzata da Istituto Luce-Cinecittà, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli è curata da Gabriele D’Autilia (curatore scientifico e testi) e da Roland Sejko (curatore artistico e regia video). L’organizzazione generale è di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.   
Venerdì 10 Novembre 2017, 17:21 - Ultimo aggiornamento: 10-11-2017 17:21
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