Tezaurè, viaggio a San Giovanni a Teduccio con Gianni Solla

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di Davide Morganti

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Nel 390 d. C. Teodosia, figlia dell’imperatore Teodosio, innalzò nella sua villa una colonna in onore del padre e dell’imperatore Valentino; attorno alla colonna si svolgevano feste epiche con le più importanti famiglie napoletane e dell'entroterra. La fama della villa diede così vita all’appellativo “ad Theodociam”, che nel tempo si è trasformato in Teduccio. La tradizione, poi, narra che nel VI secolo dei pescatori, presso la spiaggia di Vigliena, trovarono nelle reti la statua di Giovanni Battista, a fatica la trascinarono a riva, dove, per la pesantezza, l’abbandonarono. La raccolsero dei popolani che, trovandolo invece leggera, edificarono un’edicola votiva dedicata al santo. Il quartiere fino al 1925 era un paese, importante linea di passaggio ferroviario tra Napoli e Portici, poi con decreto fascista venne aggregato alla città di Napoli.
 

Tra i monumenti si trova il Forte di Vigliena, costruito nel 1702, e protagonista di un episodio decisivo tra sanfedisti e sostenitori della Repubblica Partenopea nel 1799. Importante è anche il gigantesco murale a Maradona che si trova in via Taverna del Ferro, il cosiddetto Bronx, disegnato dallo street artist Jorit. Decisiva è la presenza del Nest, con un importante cartellone teatrale e punto di riferimento del quartiere con laboratori di teatro per giovani e giovanissimi. Ci accompagna in questo viaggio Gianni Solla, autore dei dissacranti romanzi “Airbag” e “Il fiuto dello squalo” e dei ferocissimi Protocolli, poesie di tragica e grottesca comicità, ormai oggetto di culto tra migliaia di lettori che lo hanno consacrato come scrittore tra i più originali del panorama letterario italiano.
Sabato 2 Settembre 2017, 14:33 - Ultimo aggiornamento: 02-09-2017 17:43
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