Teatro e solidarietà
al Castello d'Ischia

di Ciro Cenatiempo

C’è un ponte d’affetti e concettuale che lega l’isola d’Ischia alle vette più alte d’Italia. Questo legame, ultradecennale e dalle forti radici artistiche si rinnova nell’antica cattedrale dell’Assunta sul Castello Aragonese che ospita stasera alle 21, il ritorno del Teatro d’Aosta di Livio Viano, reduce dalla vittoria alla quinta edizione dei Festival del Sacro di Ascoli Piceno. L'appuntamento assume una connotazione solidale, a sostegno del rilancio dell'immagine ischitana nel dopo-sisma, legata alla valorizzazione e tutela del patrimonio culturale.

Con l’adattamento di Francesco Niccolini, Viano mette in scena un notevole pezzo della letteratura del secolo scorso: «Giobbe, storia di un uomo semplice», uno dei romanzi più potenti di Joseph Roth che, fin dall’uscita nel 1930, fu accolto da successo internazionale. Il lavoro teatrale tratto dal capolavoro del grande scrittore e giornalista austriaco scomparso a Parigi nel 1939, ruota intorno all’interpretazione di Roberto Anglisani, altro habitué dell’isola, che sarà protagonista del monologo coinvolgente, che proprio tra le atmosfere ischitane, lo scorso autunno, ha visto avviarsi il percorso di ricerca ed elaborazione.

La storia prende il via in un piccolo paesino sperduto della Russia, dove viveva molto tempo fa un uomo semplice: si chiamava Mendel Singer. «Era un maestro che insegnava la Bibbia ai bambini. Aveva – si legge nella nota di regia - una moglie e tre figli, due maschi e una femmina. Dopo diversi anni gli nacque un quarto figlio. Questo a differenza degli altri non era proprio sano. Non parlava, aveva difficoltà a crescere e a camminare. Si chiamava Menuchim». L’ingresso allo spettacolo è gratuito.
Venerdì 8 Settembre 2017, 10:12 - Ultimo aggiornamento: 08-09-2017 10:19
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