Sold out al Bellini per Fuoriclassico, Lo Cascio legge «Apologia di Socrate»

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di Rossella Grasso

Il sold out al Bellini per «Apologia di Socrate» letto da Luigi Lo Cascio chiude in bellezza l'edizione 2017 di «Fuoriclassico», la rassegna culturale promossa dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. «Socrate è un grande esempio di come di fronte a dei valori come la giustizia e la verità non bisogna mai arretrare», ha detto Lo Cascio. L'attore porta in teatro uno dei testi più enigmatici di Platone che racconta l'ultima difesa di Socrate contro le accuse, da parte degli ateniesi, di empietà e di aver corrotto i suoi giovani allievi. Il tutto esaurito già una settimana prima della messa in scena sottolinea come un testo così antico continui ad essere attuale oltre a confermare il successo di Lo Cascio, uno degli attori italiani del cinema e del teatro più apprezzati.
 


«Dovetti concludere meco stesso che veramente di cotest'uomo ero più sapiente io: [...] costui credeva sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo sapere», si legge nel testo dell'Apologia. Parole che a distanza di anni restano vive nella cultura. Socrate, uno dei padri della filosofia, con la sua personalità e la vivacità del suo pensiero hanno fatto innamorare della filosofia tantissime persone attraverso i secoli. Proprio com'è successo a Lo Cascio che prima dello spettacolo è andato al MANN per immergersi nell'universo di Socrate e simbolicamente salutarlo, accarezzando uno dei suoi busti esposti. «L'Apologia di Socrate è un testo che mi ha molto colpito - dice - È stato fondamentale per me, per togliermi i pregiudizi sulla noia della filosofia che invece è qualcosa di bello, di divertente».

La lettura di Lo Cascio affronta tutti i nodi tradizionalmente problematici della democrazia: il rischio di una tirannia della maggioranza, lo spazio limitato che un pensiero veramente critico può occupare in un regime popolare, il dissidio tra la filosofia, il vero sapere politico, e la prassi. «Socrate si disegna come un tafano che continua a pungolare i fianchi della città - ha detto Luigi Lo Cascio - Questo testo può essere preso in questo senso: non immaginare Socrate come un personaggio storico che è vissuto, tramontato, assassinato dalla propria città, non tanto questo, ma come una voce che continua a parlare e continua a essere lo strumento critico di noi stessi. Noi non dobbiamo identificarci con Socrate, ma purtroppo con gli ateniesi, cioè con chi non ha la grandezza di Socrate, non è capace di essere così fermo sulle proprie idee e prenderne esempio». 

Fuoriclassico. rassegna ideata e curata da Gennaro Carillo con il coordianamento di Marinella Pomarici e di Andrea Milanese per il MANN, quest'anno è stata interamente dedicata al tema delle migrazioni e altre metamorfosi. Ha visto ospiti importanti parlare di arte, cultura, scienze e filosofia proprio tra le stanze di una delle più importanti istituzioni culturali di Napoli che sempre di più si conferma essere un vero punto di riferimento per la città.
Sabato 16 Dicembre 2017, 16:53 - Ultimo aggiornamento: 16-12-2017 17:07
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