San Gennaro protagonista di Longobardi, la mostra che unisce la città e il Nord e Sud

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di Rossella Grasso

Napoli non è mai stata propiamente una città longobarda, ma vive ancora oggi l'influsso di quel popolo "dalle lunghe barbe". "Longobardi. Un popolo che cambia la storia” è la mostra itinerante che raccoglierà la storia di questo popolo, da Nord a Sud Italia, da Pavia a Napoli, fino ad approdare a San Pietroburgo. La mostra ha aperto a Pavia dove resterà fino al 2 dicembre per poi approdare al Museo Archeologico Nazionale il 21 dicembre. 
 


A bordo della MSC Meraviglia è partito il conto alla rovescia per l’attesissima esposizione all'Archeologico, che per la prima volta valorizzerà il patrimonio campano altomedievale mettendo in rete il territorio in collaborazione con le città di Benevento, Salerno e Capua, capitali longobarde del Sud. Non è un caso che sia proprio San Gennaro, il santo patrono napoletano, dalle origini longobarde, ad unire cultura e tradizioni in tutta la Campania.
 
Ad un mese e mezzo dall’arrivo a Napoli della grande mostra sui Longobardi, il direttore del MANN Paolo Giulierini, insieme a un folto numero di rappresentanti delle Istituzioni coinvolte, ha presentato alla città, al mondo della cultura e degli operatori turistici, l’importante rete che il Museo sta costruendo a livello campano, affinché l’evento divenga davvero un’opportunità condivisa dall’intero territorio regionale. Partnership significative, che dovrebbero far sì che la mostra definita da Le Monde “spectaculaire” - curata da Federico Marazzi e Gian Pietro Brogiolo e organizzata da Villaggio Globale International - diventi davvero un’imperdibile momento di scoperta di altri volti del Museo, della città e della Campania, altrettanto affascinanti rispetto all’archeologia classica o alla storia borbonica.
 
«Il Mann - spiega il Direttore Paolo Giulierini - vuole con questa mostra e con altre iniziative differenziare la sua offerta, uscire dall’equazione, fondamentale ma non assoluta e non sufficiente, del Museo custode dell’arte classica e del patrimonio vesuviano di Pompei ed Ercolano. Vogliamo gettare luce su altri aspetti della storia di Napoli, della Campania e del patrimonio del Mann, che è davvero straordinario e che ci offre continue sorprese, come nel caso degli incredibili e raffinati ori longobardi del Tesoro di Senise, che ora sono stati studiati, grazie alla collaborazione con l’Università Suor Orsola Benincasa, e che mostreremo al pubblico». Infatti per la prima volta saranno messi in mostra alcuni pezzi mai visti che il Mann custodisce gelosamente.
 
Proprio con le tre città campane di Benevento, Salerno e Capua e con la Regione Campania, che da sempre si pone questi obiettivi, è stata dunque avviata una collaborazione, in questi mesi preparatori, per garantire ai visitatori percorsi tematici, informazioni e fruizione dei luoghi e delle tante testimonianze longobarde sul territorio. La figura di San Gennaro ancora una volta unisce tutti. La Napoli bizantina e il Sud Longobardo hanno infatti in comune il Santo e la storia condivisa di un culto intramontabile, che fa di San Gennaro il più amato da tutti i campani. La connessione tra la città partenopea e il Santo è ancor oggi evidente, ma Gennaro, supposto primo vescovo di Benevento, era venerato anche dai Longobardi. Nel V secolo il corpo del Santo fu trasportato presso l’area cimiteriale ipogea posta sulla collina di Capodimonte, ancor’oggi nota come Catacomba di san Gennaro, dove fu edificata una grande basilica a custodirne le reliquie. E fu proprio in questo luogo che, nel 831 il principe Sico di Benevento, trafugò i resti del Santo mentre Napoli era sotto assedio da parte dei Longobardi che tentavano di annettere la città ai propri domini. Le spoglie del Santo rimasero a Benevento sino alla metà del XII secolo e tornarono a Napoli dopo altri trasferimenti solo nella metà del XV secolo. Se in passato San Gennaro fu quindi motivo di scontro, oggi rappresenta uno dei tanti elementi di comunanza fra Napoli e Benevento e fra coloro che un tempo si definivano Longobardi (i Beneventani) e Romani (cioè Bizantini, vale a dire i Napoletani).
 
Saranno dunque le Catacombe di San Gennaro e il Tesoro di San Gennaro le principali mete in città collegate alla mostra, che sarà patrocinata dal Comune di Napoli, ma le suggestioni da offrire ai visitatori potranno essere anche molte altre. La presenza longobarda in Campania ha prodotto esperienze originali d’incontro con le culture greca e islamica da un lato, e con quella del mondo franco-tedesco dall’altro. È in questi secoli che si forma l’identità peculiare del Meridione, in bilico fra Europa e Mediterraneo, i cui esiti finali saranno l’eredità di tradizioni espresse in età normanna e sveva. 
Lunedì 6 Novembre 2017, 20:51 - Ultimo aggiornamento: 06-11-2017 21:04
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