Rossa e «petalosa»: la rosa dei romani è tornata a Pompei

di Carlo Avvisati

LA RICERCA. Profumata, rifiorente, a fiore doppio, rossa e ricca di ben trentasei petali. Queste le caratteristiche della «rosa antica» di Pompei, nata da uno studioselezione messo in campo dal Parco archeologico di Pompei e dal Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II, con il sostegno dell'Associazione «La rosa antica di Pompei» di cui è presidente Michele Fiorenza. Un fiore che, secondo gli scienziati che hanno lavorato al progetto, dovrebbe avere caratteristiche di colore e «petalosità» del tutto simili a quello raffigurato nelle pitture che impreziosiscono la pareti delle domus pompeiane più belle. Per la fragranza, invece, ci sarà solo da affidarsi agli scritti di Plinio il Vecchio, che raccontano di un fiore dal profumo intenso e avvolgente. Ma c'è di più. Gli scienziati dell'Agraria di Portici andranno anche a caccia del Dna della «Rosa antica» per confrontarlo con quello che hanno ottenuto dalla selezione. E lo faranno andando a riprendersi in Inghilterra l'unico reperto che ancora potrebbe conservare intatto il prezioso genoma dell'antica rosa pompeiana. Il rametto, il solo rinvenuto non carbonizzato, era conservato nel Laboratorio di ricerche del Parco di Pompei e venne prestato, anni fa, a una studiosa di botanica inglese che lo richiese per i suoi studi, non restituendolo più.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Mercoledì 6 Giugno 2018, 09:35 - Ultimo aggiornamento: 06-06-2018 09:35
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP