San Gennaro, raccolta fondi per salvare l'antico carcere

di Carlo Avvisati

Partirà entro la fine di gennaio 2018 la raccolta fondi destinata a strappare dal degrado quell'area ammantata di sacralità e mistero altrimenti conosciuta come il «Carcere di San Gennaro», a Pozzuoli. La cella, pochi metri quadri di superficie, che come narra la leggenda fu quella in cui vennero tenuti segregati assieme a altri compagni, mentre erano in attesa del martirio, Gennaro, Procolo e Sossio, è inagibile, sporca e fatiscente ormai da anni.

Per rimettere a posto la cappelluccia, all'interno della quale i puteolani si recavano a sentire messa sino al dopoguerra, servirebbe, come relazionato dall'archeologa Costanza Gialanella, responsabile dell'area, cambiare le cancellate di ferro che sbarrano i locali, ripristinare le maioliche degli altari, in gran parte perdute, e eseguire opere di restauro conservativo di alcune strutture murarie. Per questo motivo, il «Co.As», Coordinamento delle associazioni flegree giuglianesi, dopo l'appello lanciato al ministro Dario Franceschini nell'estate scorsa, e prima che Adele Campanelli, fosse reintegrata nel ruolo di direttore responsabile del Parco archeologico dei Campi Flegrei, chiese alla reggente a interim del «Parco», Anna Imponente, di poter lanciare una sottoscrizione attraverso la quale sostenere il recupero di quello che per i fedeli di San Gennaro è il luogo sacro per eccellenza. La risposta dell'archeologa fu positiva. «Si ritiene di poter esprimere un parere in linea di massima favorevole scrisse Imponente al progetto di valorizzazione della cosiddetta cappelle di San Gennaro, ricavata in uno dei fornici del grande ambulacro settentrionale».
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Mercoledì 27 Dicembre 2017, 10:14
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