Viaggi tra la stella, alla scoperta dei pianeti ad alta risoluzione nel planetario di Capodimonte

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di Davide Cerbone

Fuori il Vesuvio, dentro l'universo: da questa cupola bianca con vista sulle stelle e sul Golfo, il panorama è in ogni caso mozzafiato. Chi si arrampica fin quassù, però, di solito non ha dubbi. E da oggi ne avrà ancora di meno. Perché l'Osservatorio astronomico di Capodimonte, un'oasi di sei ettari tra i vicoli dell'antico borgo del Moiariello, ha un nuovo planetario. Una sala circolare del diametro di nove metri dalla quale in 70 potranno ammirare in alta definizione il grande spettacolo del cosmo. Una volta chiusa la porta, inizia il viaggio siderale. Basta alzare lo sguardo verso la volta celeste per ritrovarsi in pochi attimi immersi nello spazio, con la testa oltre le nuvole, tra astri e pianeti. Un rapido movimento, e come per magia sei catapultato tra gli anelli di Saturno. E pure Marte è dietro l'angolo.
 
 

La nuova struttura, costata 300mila euro di fondi Fesr (350mila con le opere edili), avrà una doppia destinazione: la didattica per le scolaresche al mattino, le visite per gli astrofili nelle ore buie. Napoli la scoprirà il 16 novembre, di sera. La cerimonia di presentazione, dal titolo La terra è blu, prevede dalle 20 un concerto di Arditta Baranova, pianista di fama internazionale, che eseguirà in collaborazione con il Liceo musicale «G. Paisiello» di Pomigliano musiche di Beethoven, Chopin, Rachmaninov e Skjabin. Riposti gli strumenti musicali, sarà il turno di quelli ottici: la seconda parte della serata, in collaborazione con l'Unione astrofili napoletani, sarà dedicata alle osservazioni astronomiche, con i telescopi dell'Osservatorio. L'ingresso è gratuito, ma su prenotazione.

Ad accogliere gli astrofili nella cupola installata a fine ottobre tra gli alberi, nell'area di terrazzamento che ospita l'edificio monumentale, svetterà un busto di Yuri Gagarin, primo cosmonauta nello spazio, montato su una colonna stilizzata a forma di missile. «Ho fatto il dottorato in Russia e sono sempre rimasto in contatto con quel mondo. Un giorno sono stato contattato dall'associazione Dialogue of Culture - United world, che ha come scopo la valorizzazione del ruolo della ex Unione sovietica nel panorama culturale internazionale. Si sono offerti di donarci la scultura, siamo stati felici di accettare», spiega con orgoglio Massimo Della Valle, direttore dell'Osservatorio che venne a Napoli da Monaco di Baviera nel 2010 e che ora si appresta a passare il testimone. «Resterò a Capodimonte per altri due anni: tornerò a fare il ricercatore», spiega con un sorriso.
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Lunedì 13 Novembre 2017, 10:56 - Ultimo aggiornamento: 13-11-2017 10:56

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