Napoli, ai Miracoli ritrovato un tratto dell'acquedotto augusteo del Serino

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di Marco Perillo

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Chissà se quegli stretti cunicoli sono proprio quelli che nel 536 d. C. i soldati bizantini guidati dal generale Belisario percorsero per espugnare Napoli, al tempo occupata dai Goti. Dopo aver tolto l'acqua a quel tratto del maestoso acquedotto di epoca augustea, che dal Serino percorreva 90 chilometri arrivando fino alla Piscina Mirabilis di Miseno servendo ben dieci città campane, i militari bizantini penetrarono in città da un'apertura nella zona di Santa Sofia. Fu vittoria, ma anche massacro.  
 

Oggi una parte di quell'acquedotto - che fu altresì utilizzato da Alfonso d'Aragona nel XV secolo per conquistare la città angioina - è tornata alla luce grazie all'impegno dell'associazione Celanapoli di Carlo Leggieri. La scoperta è stata presentata in un convegno tenutosi nella chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli. Questo eccezionale sito archeologico è stato riscoperto al di sotto di un'abitazione in vico Tessitori, zona Miracoli, sulla sommità del rione Sanità. Dopo aver liberato dai detriti e dai rifiuti una scalinata che conduceva a un ex ricovero bellico, ecco spuntare un canale lungo almeno 220 metri, ricoperto dal cocciopesto. Un prezioso tassello il complesso paesaggio antico a nord di Neapolis, già caratterizzato dall’imponente necropoli ellenistica.

Quest’opera d’ingegneria idraulica, segnalata da numerose fonti tra il VI e il XIX sec., consiste in un canale scavato in galleria - parte di una cavità censita dal Servizio difesa idrogeologica del territorio e sicurezza abitativa del Comune di Napoli - rilevabile a circa 20 metri dall’attuale quota stradale. Ubicato in un punto intermedio tra i Ponti Rossi e i ponti-canale identificati nel seminterrato di palazzo Peschici-Maresca in via Arena alla Sanità - presentati in nel 2015 -, il condotto si sviluppa per circa 220 metri e presenta 7 pozzi di aerazione distanti tra loro circa 36 metri, secondo le logiche vitruviane. Utilizzato durante l’ultimo conflitto bellico quale camminamento per collegare diverse cavità adattate a rifugi antiaerei, documentato negli anni ’80, era stato riesplorato nel 2008. L'attività di ricerca, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale dell'area Vergini-Sanità conferma la valenza culturale di un contesto di straordinario interesse.

 
 

Determinante il contributo delle associazioni per restituire alla fruibilità pubblica una testimonianza di assoluta rilevanza del mondo antico. La scoperta è stata presentata dagli autori dello studio, Francesco Colussi e Carlo Leggieri. Sono intervenuti Giuseppe Camodeca, Ordinario di Storia Romana ed Epigrafia Latina all'Università di Napoli “L’Orientale”; Salvatore D’Agostino, Ordinario di Scienze delle Costruzioni all'Università Federico II e fondatore del CIBeC, Gianluca Minin, presidente di Borbonica Sotterranea e l'ingegner Clemente Esposito del Centro Speleologico Meridionale. Quando ormai si pensava di aver scoperto tutto, Napoli continua a stupire.
 
 
Venerdì 9 Marzo 2018, 15:27 - Ultimo aggiornamento: 09-03-2018 17:42
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1 di 1 commenti presenti
2018-03-09 23:14:02
stupendo, Napoli non smette di meravigliare i suoi cittadini ed il mondo.

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