Mercurio «complice» degli imbrogli dei commercianti della Pompei antica

di Susy Malafronte

Pompei. I mercanti dell'antica Pompei dopo gli imbrogli alla clientela si purificavano alla fonte del dio Mercurio. Il ricordo social del Parco Archeologico diventa virale: «Il 15 maggio, in occasione dei 'Mercuralia', i mercanti romani usavano purificarsi presso la fonte dedicata al dio Mercurio e aspergere con la stessa acqua tutti gli oggetti prossimi alla vendita». A Pompei, Mercurio, dio degli scambi e del commercio, figura spesso nelle edicole votive delle botteghe. La foto dell'affresco che raffigura Mercurio nel larario del termopolio di Vetuzio Placido - mentre veglia sulla prosperità della famiglia e si fa protettore dei guadagni, tradizionalmente ritratto con borsa e bastone alato (caduceo) - è subito virale.  Con lui, nell'affresco, sono raffigurati i Lari, divinità del culto domestico, che bevono vino dal rhyton, il Genio della casa che sacrifica offerte su un treppiedi di brace ardente e poi Bacco, dio del vino. I «Mercuralia», dunque, erano una antica festività romana in onore di Mercurio, il dio romano del commercio. Alle idi di maggio (il 15), i mercanti si radunavano presso una fontana a lui dedicata. Per la loro attività spesso facevano ricorso all'imbroglio o a menzogne, dopo essersi purificati ed avendo indosso solo una tunica, si recavano alla fonte. Lì raccoglievano le acque in giare anch'esse purificate, che riportavano a casa per aspergere con rami di alloro il capo e gli oggetti prossimi alla vendita. Queste operazioni erano accompagnate da varie preghiere ed invocazioni.
Martedì 15 Maggio 2018, 13:07
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