Il sogno di Masullo, cittadino onorario: «Vorrei che Napoli costruisca il rispetto di stessa»

«Napoli, nel mio sogno, sia pure saltellando e sbeffeggiando come Pulcinella, riuscirà a costruire il rispetto di se stessa». Aldo Masullo, classe 1923, da oggi è cittadino onorario di Napoli. La cerimonia, nel Maschio Angioino, ha visto proprio il professore filosofo e giurista, nato ad Avellino, quale principale protagonista con le sue parole. «Ho spesso rimproverato Napoli per le sue mancanze, per questa borghesia che ho deprecato per la sua mancanza di unità - afferma -. A Napoli ci sono molti bravi borghesi, ma non una classe che sappia elevare la vita collettiva di tutti attraverso lo sforzo del dialogo comune, di un progetto».

«Dove va Napoli? È questa la domanda che ci dobbiamo porre - sottolinea - Che ne vogliamo fare? Come la immaginiamo? Mi è stato chiesto se ci fosse un cittadino napoletano che mi piace - dice - È Pulcinella, espressione di un popolo che nonostante le bastonate è riuscito sempre a cavarsela, qualche volta rischiando umiliazioni, ma mai la vita».
 

Masullo si dice emozionato del riconoscimento che rinsalda un legame mai venuto a mancare con Napoli. «Si ricostruisce legame, ma non perché si sia mai interrotto - spiega - ma perché ogni legame non sta, immobile, ma va coltivato. Esige la cura, che è il vivere del legame stesso. E non è tanto un sentimento privato, ma la base della condivisione comune». «La Napoli del 1944 era stata da poco liberata, c'era ancora il sangue nelle strade, non c'erano case sul Rettifilo - conclude - ma io e tutti i ragazzi eravamo allegri perché la tragedia era alle spalle e davanti un futuro da costruire, un mondo nuovo. Ed è questa l'emozione da trasmettere ai giovani».
Venerdì 8 Giugno 2018, 18:34 - Ultimo aggiornamento: 09-06-2018 08:06
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