L’omaggio in musica a 'o Barone: s’ispira al famoso clochard napoletano il nuovo singolo di Fede ‘n’ Marlen | Video

Fede 'n' Marlen
di Gennaro Morra

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Si chiamava Antonio Varvella, ma era conosciuto come ‘o Barone, il clochard dall’anima nobile. E ha vissuto quasi tutta la sua vita vagando per il centro storico di Napoli fino a tre anni fa, quando si spense al Vecchio Pellegrini per un’infezione polmonare. Occhi azzurri e andatura barcollante, Antonio era famoso per i suoi modi gentili e le massime filosofiche, che dispensava in cambio di pochi spiccioli o una sigaretta. Di lui si raccontano tante storie e un anno e mezzo fa il Collettivo FX volle dedicargli un bel murales installato in quella piazza del Gesù che lo aveva adottato e dove si celebrarono i suoi funerali nel febbraio 2015.
 
Ora per lui arriva pure un omaggio in musica. Infatti, s’ispira anche alla sua storia “’O mele” – da oggi è on line il videoclip –, secondo estratto dal cd “Mandorle” – prodotto da Gennaro de Concilio e Cinzia Forticelli su etichetta Europhone Records –, disco d’esordio del duo Fede ‘n’ Marlen, giovani musiciste che, partite proprio dal centro storico napoletano, negli ultimi due anni si sono imposte sulla scena indie nazionale con oltre trecento concerti tenuti in tutta Italia e migliaia di dischi venduti tra EP e questo primo album. «Questo brano contiene, come i granelli della stessa collana, storie diverse, ma con un unico filo che le tiene: la rinascita; il superamento del dolore e della solitudine attraverso lo slancio vitale che ti fa trovare nell'ostacolo non il muro, ma il gradino per avanzare – spiega Federica Ottombrino, che con Marilena Vitale forma questo fortunato sodalizio artistico –. Insieme a Mauro Serino, che ha collaborato con me nella scrittura del brano, raccontiamo la storia di una donna sola che vive per strada, una ragazza che per un lutto ha smesso di cantare e poi ricomincia, e di un barbone, precisamente 'O barone, al quale abbiamo lasciato "cantare" il ritornello. Infatti, l'inciso "Se 'o munno gira e và, 'a casa mia 'cca addà passà (se il mondo gira, casa mia passerà da qui) è proprio la sua risposta alla nostra domanda: "Perché non cerchi un posto dove stare, la tua casa?"».
 
E quella risposta racchiude l’essenza della filosofia del personaggio: «Viveva così la sua esistenza per strada, senza affannarsi troppo per quello che non aveva. Ed è diventata per noi una metafora per ogni ambito della vita. – continua ancora Federica –. Perché soffriamo per ciò che non abbiamo? Perché non sappiamo aspettare con cura ciò che desideriamo? Questo brano parla della consapevolezza del “qui e ora” e della fiducia cieca nella vita per cui ciò che semini, se lo curi, porterà le sue gioie con tempi non sempre nostri».
 
I motivi che portano uomini e donne a scegliere di vivere per strada spesso sono legati a condizioni economiche precarie, altre volte le ragioni sono misteriose e irrazionali. Al di là delle motivazioni, resta il problema dell’assistenza di queste persone, che a Napoli è affidata soprattutto ai volontari della comunità di sant’Egidio, che riassumono così il fenomeno: «I senza dimora a Napoli sono sicuramente intorno alle 1500 unità e sono in costante aumento. Sono soprattutto italiani e donne, ma incontriamo anche intere famiglie».

 
Venerdì 9 Giugno 2017, 20:39 - Ultimo aggiornamento: 09-06-2017 21:35
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