Il miracolato del Beato Vincenzo: la storia di Raimondo, commerciante e portatore del carro dell'Immacolata

Il miracolato Raimondo Formisano, l'altare alla sua memoria
di Francesca Mari

TORRE DEL GRECO - La casa come un santuario, in via Falanga nel mezzo delle piazzette cittadine. Il letto dell’ammalato lasciato intatto, altarini di santi dappertutto e persino un altare votivo al miracolato. E’ il luogo in cui visse Raimondo Formisano, l’uomo miracolato dal Beato Vincenzo Romano: guarì misteriosamente nel 1989 da un carcinoma maligno all’addome. Rifiutò cure e ospedali, ma, nonostante tutto, dopo meno di un anno, la massa si ridusse notevolmente fino a sparire, inspiegabilmente. Lunedì 6 marzo Papa Francesco ha autorizzato l’emissione del decreto di riconoscimento di questa guarigione come miracolo. Per Formisano l'intercessione di Vincenzo Romano, il «Parroco Santo» di Torre del Greco beatificato nel 1963 da Papa Paolo VI. E proprio insieme a lui, per ironia della sorte, è diventato Santo.

Raimondo Formisano sarebbe poi morto nel maggio del  2003 per un arresto cardiaco. Il tumore, di cui si era ammalato nel 1989 non era più tornato. A raccontarlo alcuni dei suoi 14 figli (tutti in vita tra i 60 e i 40 anni) che per la prima volta decidono di parlare aprendo al Mattino le porte della casa dei genitori, nelle piazzette della città. (In ordine cronologico i figli del miracolato sono: Salvatore, Carmela, Rosanna, Ciro Raimondo, Virginia, Antonio, Anna, Vincenzo, Margherita, Gerardo, Nunzia, Angela, Lucia, Aniello).

Tra figli, nipoti e pronipoti la famiglia Formisano arriva a circa 70 persone. Molte di queste, ogni giorno, si raccolgono in preghiera davanti all’icona del Beato. Raccontano del padre, nato il 14 agosto del 1930 «è nato di 7 mesi – dice Salvatore – come san Raimondo. Fin da piccolo, senza madre, è andato in chiesa ed è diventato molto devoto». Sposatosi poi a 20 anni con Florinda Cimmino, Raimondo per tutta la vita ha fatto il rivenditore di frutti di mare, proprio in quella piazzetta in cui ha vissuto e lavorato fino alla morte, ed è stato anche portatore del carro dell’Immacolata per 50 anni. Qualche volta, quando c'era la possibilità, ha fatto pure il marittimo. Inoltre, aveva la passione di realizzare presepi con i gusci dei frutti di mare. La casa ne è piena.
 
 

«Aveva avuto già strani incidenti – ha detto la figlia Rosanna – come uno grave in vespa, dove fu dato per morto e lo coprirono pure con il lenzuolo bianco e una cisti in gola che poi sparì miracolosamente. Ma nel febbraio del 1989 i vari esami, a seguito di un malore,  non lasciarono scampi: un carcinoma maligno all’addome. La diagnosi fu fatta da un oncologo di Torre Annunziata, Salvatore Cariello. Lui aveva paura degli ospedali, fece solo tre cicli di chemio in una clinica privata e poi smise di curarsi. Era il luglio del 1989.  Man mano cominciò a riprendersi: da un esame degli inizi del 1990 risultò che il tumore era sparito miracolosamente».  «Siamo emozionati – aggiunge Anna – da restare senza fiato. Crediamo che il Beato abbia scelto nostro padre perché era un Santo in terra. Faceva la carità silenziosamente, proprio come ha insegnato Vincenzo Romano». Vicino a Raimondo fu anche Monsignore Michele Sasso, il “prete bambino” scomparso 26 anni fa che studiò molto il Beato e fu vicino ai giovani e agli ultimi.
 
Vincenzo Romano, nato nel 1751 a Torre del Greco e, come avrebbe poi detto Paolo VI «precursore della carità sociale nella Chiesa dei giorni nostri», aveva interceduto nel 1891 e nel 1940 per salvare dal cancro due donne: per questo fu fatto Beato. Morì nel 1831 per una polmonite. E’ noto come protettore della gola e dell’apparato respiratorio. Con il miracolo di Raimondo Formisano è diventato Santo. L’approvazione del Papa ha concluso il processo di canonizzazione cominciato nel 2015 nella Curia Arcivescovile di Napoli, postulatore Giangiuseppe Califano, vice don Franco Rivieccio e attore don Giosuè Lombardo, e concluso in Vaticano con la Congregazione della Cause dei Santi. Ora la città attende la festa a Roma e a Torre del Greco: la data si saprà durante il Concistoro di maggio.
Giovedì 8 Marzo 2018, 13:03 - Ultimo aggiornamento: 08-03-2018 14:06
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