Napoli, Colonnese resta senza i Colonnese

di Ugo Cundari

Il marchio Colonnese resiste alla crisi ma cambia gestione. Dopo oltre trenta anni non c'è più un Colonnese vicino gli scaffali della libreria né dietro la scrivania della casa editrice. Lontani dai posti di comando, almeno ad oggi, Eddy, Vladimiro e Maria Colonnese. Da un paio di settimane, a dirigere la casa editrice, la libreria storica di san Pietro a Majella, quella recente di san Biagio dei librai e il bookshop alla reggia di Caserta, è la famiglia Mazzei.

Alfredo Mazzei, 57 anni, commercialista noto in città, era già diventato un paio di anni fa l'amministratore unico della società Colonnese and friends, e ora dirige l'azienda - casa editrice e librerie - e gestisce il marchio. Influencer, legato al Pd sponda migliorista, è finito sulle cronache politiche e giudiziarie per aver raccontato di aver visto Tiziano Renzi, padre dell'ex premier, in un ristorante tipo bettola nel centro di Roma, a tavola con Alfredo Romeo.
Come sono rimasti i rapporti tra Mazzei e Colonnese, tuttora soci alla pari con il 50%? «Tesi, ma abbiamo fiducia che tutto si risolverà in maniera pacifica e amichevole. In Italia esistono il divorzio e il diritto societario, che prevedono la separazione consensuale» dice Mazzei. Eddy Colonnese, da parte sua, preferisce non commentare, per ora, la situazione.

Alla base delle incomprensioni tra i due, la programmazione degli investimenti, ma anche la partecipazione al Salone del libro di Napoli. La casa editrice ci sarà con uno stand doppio, la famiglia Colonnese non era del tutto d'accordo. Come sarà il futuro della Colonnese? «Io sono un manager marxista. Risano le aziende e salvo i posti di lavoro. Di solito però dopo un anno, fatto il mio lavoro, cerco altre esperienze. In questo caso non ho resistito al fascino dei libri e sono rimasto al mio posto».

Per ora gli impiegati sono tre: nella libreria storica ruolo di primo piano per la figlia Francesca, vent'anni, anche coordinatrice delle attività della casa editrice: poi c'è Chiara Parlato a san Biagio dei librai e una terza ragazza a Caserta. Poi ci sono alcuni collaboratori, soprattutto per la redazione della casa editrice, la cui sede vicino al conservatorio è stata ristrutturata e ospiterà incontri culturali, conferenze, presentazioni di libri. «Da qui a un paio di mesi ho intenzione di implementare l'organico, con almeno due nuove assunzioni per le librerie», assicura Mazzei. «Ho un piano anche per queste, presto aumenteranno di numero. Stiamo valutando nuove sedi, tra il centro storico e altri quartieri, non mancheranno novità a breve». Per la casa editrice c'è una strategia di breve e lungo respiro: «Vogliamo tornare a essere una realtà editoriale di caratura nazionale, grazie anche alla distribuzione che seguiremo con maggiore puntualità».

A ottobre per la nuova Colonnese uscirà una raccolta di tutte le poesie di Totò, dalla «Livella» a quelle meno note, dal titolo Il principe poeta, che conterrà anche quattro inediti, a cura della nipote Elena Anticoli De Curtis. Poi saranno dati alle stampe alcuni studi critici sui filosofi napoletani come Vico e Giordano Bruno. Prima di novembre un libro sul corpo dei vigili del fuoco napoletani, aneddoti e racconti di salvataggi stra/ordinari. Intanto, i Mazzei progettano il programma editoriale del biennio 2019-2020, sia per le novità che per le ristampe dei titoli Colonnese più richiesti finiti fuori catalogo: «L'obiettivo concreto è di far crescere il marchio della casa editrice. Il sogno è di riuscire, di comune accordo con altri editori napoletani, a creare un polo editoriale a Napoli in grado di competere con i grandi gruppi settentrionali. Il problema della cultura non è la domanda ma l'offerta. Come nei trasporti, dove più strade fai e più macchine passano, nella cultura più libri produci e più se ne leggono».
Martedì 15 Maggio 2018, 11:20 - Ultimo aggiornamento: 15-05-2018 18:24
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COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2018-05-15 17:07:56
Mio buon Mazzei, lode alla sua iniziativa, compreso il pensierino su domanda ed offerta, però si svesta un attimo della sua anima commercialista, perchè la soluzione al problema non è la quantità bensì la qualità: tra l'altro osservando la BreBeMI e la Pedemontana Veneta, di macchine se ne vedono davvero pochine...

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