Bretelle rosse e sfogliatelle, le passioni di Necco

di Mimmo Carratelli

Ci vedevamo a un bar di viale Michelangelo, poco distante da casa sua, e arrivava pilotando una grossa macchina, salutato da molti e ossequiato da Mario, il parcheggiatore, che gli suggeriva la manovra per trovare posto. Luigi Necco stava al volante con la sicurezza (finta?) delle sue apparizioni televisive. Gli invidiavo l’eleganza con cui reggeva i pantaloni con due bretelle rosse, diventate per me leggendarie come le bretelle di Larry King e di Giuliano Ferrara. Al bar, frequentato da tipi buffi e originali, diceva di sentirsi come a Novantesimo minuto. Ogni tanto appariva Alessandro Incerto, occhi verdi e volto noto delle fiction televisive. Gigi diceva che era una iattura. Le donne si fermavano solo se c’era l’attore.
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Mercoledì 14 Marzo 2018, 08:53 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 09:51
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