Baia sommersa, cinque percorsi
da non perdere | Video subacqueo

di Daniela de Crescenzo

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Non si può arrivare a Napoli, o addirittura viverci, e perdersi una visita al parco sommerso di Baia che custodisce i tesori nascosti nello specchio d’acqua tra Lucrino e il Castello Aragonese. Statue (le copie perché gli originali sono custoditi nel Museo archeologico dei Campi Flegrei inaugurato nel 1993 nel Castello), resti di ville romane, terme, strade si possono ancora ammirare sui fondali facilmente esplorabili dai sub, ma anche dagli amanti dello snorkeling. Chi non volesse bagnarsi, invece, potrà ricorrere al Cymba, una barca dai fondali trasparenti. (Le immagini del video sono state concesse gratuitamente da Pasquale Vassallo)
 


Baia fiorì in epoca imperiale come località di villeggiatura dei patrizi romani che in questa zona costruirono le loro ville. La Terra del Fuoco (flegrea, appunto) con i suoi anfratti e con i laghi gemelli d’Averno e di Lucrino, e con le sorgenti naturali termali attiravano le famiglie vicine all’imperatore e lo stesso Adriano ne subì il richiamo tanto da costruire qui una delle sue ville dove morì nel 138 dopo Cristo.  

Ma in questo luogo incantato soggiornarono a lungo anche Caio Mario, Cesare, Pompeo, Cicerone, Ortensio e poi Caligola, Claudio, Nerone, Domitiano e Alessandro Severo che vi fece costruire il palazzo imperiale. E ancora a Baia, nella villa di Gaio Calpurnio Pisone fu ordita la congiura contro Nerone. Un gruppo di una quarantina di persone tra scrittori, intellettuali e politici decise di far fuori l’imperatore: durante i giochi  al Circo Massino il console  Plauzio Laterano  avrebbe dovuto gettarsi ai piedi dell'imperatore per poi accoltellarlo. Ma furono scoperti, incarcerati, ammazzati o costretti al suicidio.  

Eppure Baia non fu solo un luogo di diletto: Il golfo offriva una protezione naturale alle navi e per questo ospitò prima il porto militare dell’impero e poi quello commerciale.E in questi luoghi, nonostante i tanti sfregi subiti nei secoli soprattutto per l’assalto della speculazione edilizia, il fascino della storia continua a farsi sentire soprattutto nei resti salvati dal mare. Il fenomeno del bradisismo, la terra che si alza e si abbassa nel suo moto perpetuo, ha fatto sì, infatti, che i resti archeologici restassero sommersi per secoli.

Solo negli anni Quaranta grazie alle foto aeree di Raimondo Baucher  venne identificata l'area del Portus Julius. Ma bisognò aspettare gli anni Sessanta per avviare la prima campagna di rilevamento archeologico subacqueo che portò ai primi ritrovamenti e solo nel 1987 la fascia marina venne vincolata con il divieto di alterare lo stato dei luoghi. Il 7 agosto 2002 venne finalmente istituito il parco archeologico sommerso di Baia equiparato ad area marina protetta.

Oggi per ammirare le rovine bisogna rivolgersi a uno dei .centri subacquei autorizzati dalla soprintendenza ad entrare nel parco e per informazioni sui diving autorizzati ci si può rivolgere al  Centro Visite AMP Parco Sommerso di Baia (tel. 0815232739, via Lucullo 94, 80070 Bacoli).  Spiega Cristina Canoro, guida  autorizzata del centro subacqueo  Campi Flegrei (http://www.centrosubcampiflegrei.it/), uno dei più frequentati : “Le visite al Parco sono alla portata di tutti, non solo dei sub esperti.  Noi organizziamo tour snorkeling e anche prove per i sub (dopo una lezione teorica) che già in questa prima immersione possono avere un assaggio delle bellezze da ammirare. E questo è possibile perché i fondali della zona sono bassi ed è facile affrontarli in tutta sicurezza)

I percorsi da esplorare  per sub e nuotatori sono cinque:  Ninfeo sommerso,  Portus Julius, Villa dei Pisoni,  Villa Protiro, secca delle Fumose.

Ecco gli itinerari.

Ninfeo sommerso di Claudio. A bassa profondità si incontrano le statue degli esponenti della gens Giulio-Claudia. Si tratta di ricostruzioni, gli originali sono nel museo Archeologico del castello di Baia.  Sui fondali ci sono anche i resti delle terme, di una strada basolata, la via Herculanea,  di due grandi ville.
Portus Julius. . E’ possibile vedere a una profondità che va da tre ai cinque metri i resti della struttura portuale che ospitava la flotta di Miseno e alcuni mosaici.
 
Villa dei Pisoni.  Qui fu ordito il fallito complotto contro l’imperatore Nerone. Oggi  ne restano un ampio giardino circondato da un portico e da corridoi, il complesso termale, le stanze di servizio  e le vasche per l’allevamento dei pesci.
 
Villa Protiro. Lungo il percorso subacqueo si incontrano una strada sulla quale si affacciano una serie di taverne e una villa privata dove si ammirano splendidi mosaici composti da piastrelle bianche e nere.
 
Secca delle Fumose. Ci si aggira  tra i piloni che circondavano il porto  e s’incontrano le fumarole, colonne di bolle gassose di origine vulcanica che si sprigionano dal fondale.
 
  
 
 
Lunedì 12 Giugno 2017, 13:56 - Ultimo aggiornamento: 12-06-2017 19:00
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