Atlante oro, Era la rossa: le statue del Mann ritrovano i colori

di Rossella Grasso

Le costellazioni scolpite nel globo terrestre della statua dell'Atlante Farnese forse anticamente splendevano di colore giallo o oro. Passeggiando tra le sale del Mann tra le bianche statue longilinee sembra difficile credere che un tempo fossero sgargianti e colorate, ma presto un gruppo di ricercatori proverà a mostrarle così com'erano in origine.

L'Era Farnese aveva i capelli rossi o forse biondi, sul marmo bianco ne restano solo piccole tracce porpora. Una tinta che all'epoca, come oggi, andava di moda: è la stessa acconciatura della Venere Marina, il rilievo del Thiasos dionisiaco di Ercolano. Quest'ultima in origine indossava una tunica rosso fiammante con decorazioni che non hanno nulla da invidiare alle statue contemporanee più kitsch. La Venere doveva anche essere ingioiellata da capo a piedi come la Madonna dell'Arco, ma oggi rimangono impressi solo due bracciali in cui appena si scorge il colore oro con cui erano dipinti.

Poi c'è la statua della Venere cosiddetta «in bikini». Qui l'immaginazione non deve lavorare troppo perché il costume da bagno dorato è ancora ben visibile sulla statua e ha poco di diverso da quelli che si ammirano in spiaggia, infradito compresi, stesso modello a secoli di distanza. Restano anche collane e bracciali, sfarzosi come si addicono a una dea. Tutti segni che dimostrano come l'arte classica, bianca e pura, un tempo fosse un carnevale di colori, verde, blu, ocra, rosso e oro ed era bella proprio per questo.
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Martedì 5 Giugno 2018, 11:09 - Ultimo aggiornamento: 05-06-2018 11:09
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