Al MANN archeologia e paesaggio:
«È necessaria la sinergia tra enti»

di Rossella Grasso

«Il patrimonio archeologico è in continua crescita. La strada giusta per tutelarlo è la collaborazione tra enti». Ne sono convinti gli archeologi che hanno partecipato alle due giornate di studio organizzate da ICOM, International Council of Museums, l'organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali impegnata a preservare, ad assicurare la continuità e a comunicare il valore del patrimonio culturale e naturale mondiale, attuale e futuro, materiale e immateriale. Per festeggiare  i suoi 70 anni di attività ha deciso di riunirsi a Napoli, al Museo Archeologico Nazionale. Un fil rouge che parte dalla Conferenza Internazionale ICOM 2016 e si dipana sino al 2018, Anno Europeo del Patrimonio Culturale per discutere di «Musei archeologici e paesaggi culturali».
 

«Non è un caso che abbiamo scelto Napoli per il nostro convegno - ha detto Tiziana Maffei, Presidente ICOM Italia - volevamo fare un tributo ad Amedeo Maiuri che non solo è stato un nostro socio importante ma nel '53 ha contribuito decisivamente a creare l'appendice dedicata alla museologia archeologica nella prima conferenza internazionale che si tenne in Italia. Paoi abbiamo voluto legare un tema a noi molto caro come i musei archeologici ai paesaggi naturali».

L’evento non soltanto è un tassello di un lungo percorso scientifico volto a celebrare i settant’anni di ICOM Italia, ma sancisce la collaborazione con l’Archeologico partenopeo, avamposto, già ai tempi Amedeo Maiuri, della ricerca delle interazioni tra istituzioni museali e territorio. Alle soglie del terzo millennio ed in una cornice geografica complessa come quella meridionale, l’appuntamento scientifico targato ICOM Italia e MANN rappresenta un’occasione di confronto per ripensare le modalità di gestione del patrimonio archeologico, combinando, in modo sempre più capillare, i termini di tutela e valorizzazione dei beni culturali.

La ricerca nei musei, i rapporti di collaborazione con le Università, la formazione, la salvaguardia, la gestione e la comunicazione sono solo alcune delle tematiche affrontate nella ricca due giorni al MANN che ha visto protagonisti i principali addetti ai lavori provenienti da tutta Italia. «Il patrimonio archeologico di cui si parla in questa occasione - ha detto Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali, tra gli illustri ospiti del convegno - non è solo ricchissimo ma anche in continuo incremento. Con la continua ricerca negli scavi si produce nuova documentazione. Le nuove esigenze rendono necessario il superamento di tutte le barriere che si sono create nel corso del tempo tra mondi diversi ma integrati del servizio pubblico. Penso alle Università, alle Soprintendenze, ai poli museali. Per questo tutte le strutture devono essere integrate». 

Al termine dei lavori gli archeologi hanno stilato una summa dei risultati scientifici raggiunti: sulla scorta dei testi redatti dai tavoli di lavoro, con il coordinamento di Massimo Osanna, Direttore Parco Archeologico di Pompei, gli illustri partecipanti al convegno hanno prodotto un documento dedicato a Musei archeologici e paesaggi culturali.
Tale documento, stilato a poche ore dalla seconda Giornata nazionale del Paesaggio del 14 marzo 2018, rappresenta un punto di partenza fondamentale per ripensare la museologia archeologica in un necessario e consapevole dialogo con il territorio.
Sabato 10 Marzo 2018, 17:55 - Ultimo aggiornamento: 10-03-2018 17:55
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