Vomero, l'invasione dei cinesi:
25 negozi, addio insegne storiche

di Giuseppe Crimaldi

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L’offensiva è stata lanciata quasi in sordina. Zitti zitti, in punta di piedi, i cinesi stanno conquistando il Vomero. Commercialmente parlando, il 2018 è veramente stato l’anno del Dragone: nella sola zona collinare si contano oggi almeno 25 negozi di grande superficie. Un boom che nasconde una precisa strategia di grandi investimenti.

GLI INVESTIMENTI
Sia chiaro: in un’economia sana, non inquinata e liberamente concorrenziale, nulla di male c’è nel guadagnare fette di mercato. Eppure un dubbio resta: com’è possibile che vengano movimentati capitali anche ingenti (per farsi un’idea basta dare un’occhiata ai costi di un affitto mensile per locali commerciali al Vomero) senza destare un sospetto? Il mondo imprenditoriale cinese è in espansione, e si vede. La vera notizia - oggi - è che dopo essersi impiantati stabilmente in aree a vocazione industriale della città come quella compresa tra Poggioreale e Gianturco, quell’impero economico inizia a divorarsi fette importanti di Arenella e Vomero, che con Chiaia restano le «locomotive» commerciali di Napoli. Sabato scorso a due passi da piazza Muzii è stato inaugurato l’ultimo megastore; centinaia e centinaia di metri quadri fino a prima dell’estate occupati da una nota catena di supermercati nazionale. Viene da chiedersi, allora, come mai una vera e propria holding della grande distribuzione debba capitolare e, al suo posto, arrivi un’anonima società orientale. I negozi cinesi al Vomero-Arenella sono tanti, come documentano anche le immagini che vedete in pagina. La fioritura di magazzini che trasformano anche la zona collinare in una succursale della Chinatown di Gianturco è tale da determinare persino una concorrenza «interna». È cosa nota che l’apertura di un fornitissimo punto vendita nella centralissima via Bernini - a soli pochi passi da piazza Vanvitelli - ha finito per determinare la chiusura di un altro ipermercato, ovviamente cinese, in via Kerbaker. Insomma, à la guerre comme à la guerre.

LA RISTORAZIONE
Inutile dire, poi, che l’espansione che sa di invasione del mercato cinese a Napoli non risparmia nemmeno il settore della ristorazione. La nouvelle vague del gusto dettata dal «fenomeno sushi» ha imposto ai vecchi ristoranti che servivano anatre laccate a buon mercato e riso alla cantonese hanno dovuto riciclarsi. L’effetto è che, dietro le insegne di locali che dovrebbero servire piatti della cucina nipponica alla fine ci sono sempre loro: i cinesi. E anche da questo punto di vista al Vomero è tutto uno spuntare di locali. 

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Lunedì 22 Ottobre 2018, 22:59 - Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 09:59
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 19 commenti presenti
2018-10-24 07:03:22
questi sono classe protetta: non rubano, non violentano, non rompono le scatole lavorano soltano 24h famiglie intere fanno a turni per dormire , lavorano come formiche , molti di loro non fanno lo scontrino non pagano le tasse ma non rompono le scatole cosi' il governo se li tiene anche perche' dovete comprare made in China per affrontare il lunario qui in USA li chiamano dollar store tutto costa pochissimo tutto dura pochissimo ma tutti sono felici e contenti , negozi di cinesi ad ogni angolo in italia qui in USA abbiamo I Mega negozi di cinesi grandi piu' di uno stadio io ci sto almeno 2 ore e non ho guardato tutto figurati ci vado li per camminare almeno in questi mega negozi non ci sono zanzare...
2018-10-23 17:00:39
E' chiaro che i fitti non solo al vomero ma anche in altre parti di Napoli sono saliti alle stelle e molti negozianti hanno preferito chiudere e dove non arrivano gli Italiani ci arrivano i cinesi. Secondo voi perchè i negozi presenti nella galleria Scarlatti hanno chiuso e la stessa sorte è toccata a librerie centenarie come Loffredo e Guida insieme al negozio piu attrezzato di articoli sportivi esistente al Vomero prima di Cisalfa e sto parlando di Pisapia Sport per ultimo in ordine di tempo il negozio di ottica Dieci Decimi. Per non parlare di Lucullo ed Imperatore che sono stati letteralmente buttati fuori da quando ci sta il Mc Donald. Non prendiamocela con i cinesi anzi da loro forse dovremmo apprendere lo spirito Imprenditoriale perchè mentre nella comunità cinese i cinesi si aiutano a vicenda a fare imprenditoria noi non pensiamo ad altro, credendoci furbi, di fotterci l'un l'altro. Facciamoci un esame di coscienza e prendiamocela con noi stessi. Perchè nel loro piccolo i cinesi lavorano sono rispettati e sopratutto si sono integrati non solo nel nostro paese ma in tutto il mondo rispettando le regole.
2018-10-23 15:40:19
questi tutto fanno, tranne pagare le tasse.............
2018-10-23 12:58:31
Non vedo dove sia il problema, se operano nel rispetto delle regole. Come consumatore, a me non interessa l'origine di venditore e prodotti, ma la qualità del bene acquistato e del servizio. Come cittadino, non discrimino fra italiani e stranieri, anzi penso che il multiculturalismo sia un bene, quindi ben vengano migranti da accogliere e integrare, che con il loro lavoro aiutano anche il Paese. Forse alcuni cinesi sanno commerciare meglio degli italiani che hanno sostituito.
2018-10-23 12:14:23
Guardate il film "32 dicembre" nell'episodio "penultimi fuochi" dove un bravissimo Peppe Lanzetta spiega il motivo ad un magistrale Cannavale il motivo per cui non gli può dare le famose 100mila lire. Su youtube c'è la clip.

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