Vaccini a scuola, Comune di Napoli al Miur: «Passaggi contraddittori»

L'Amministrazione comunale di Napoli, si legge in una nota del Comune, «è da sempre impegnata a garantire i diritti delle bambine e i bambini della città, attraverso ogni azione che favorisca sia la tutela della loro salute sia l'inclusione scolastica e formativa. L'Assessore alla scuola Annamaria Palmieri ha richiesto già il 18 agosto (immediatamente dopo l'emanazione delle circolari del Ministero della Salute e del MIUR), attraverso la Commissione Istruzione dell'Anci un importante chiarimento in merito alla controversa indicazione operativa contenuta nella circolare Miur del 17 agosto a pag. 6, laddove, ai fini dell'attuazione della Legge 119/17 in tema di prevenzione vaccinale per le scuole dell'infanzia, essa recita: «Dall'anno scolastico 2017-18 la presentazione della documentazione vaccinale entro il 10 settembre 2017 (art. 5, co. 1) costituisce requisito di accesso alle scuole dell'infanzia e alle sezioni primavera (art. 3 co. 3). A norma del combinato disposto dell'art. 1, co. 4 e dell'art. 3, commi l, 2 e 3, decorso tale termine, entro i successivi 10 giorni, i dirigenti scolastici, o i responsabili del servizio, comunicano alla Asl la mancata presentazione della idonea documentazione e i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari dei minori fino a 16 anni saranno invitati a regolarizzare la propria posizione per consentire l'accesso ai servizi. A decorrere dall'anno scolastico 2019-2020 la mancata presentazione della documentazione nei termini previsti determinerà la decadenza dall'iscrizione delle scuole dell'infanzia e delle sezioni primavera (art. 3-bis, co. 5)».

«A fronte delle evidenti contraddizioni contenute nel passo citato, che introduce una distinzione preoccupante tra "accesso" e "iscrizione", infatti, l'orientamento ad escludere i bambini e le bambine dalla frequenza o dall'accesso prima che i genitori regolarizzino la propria posizione presso l'Asl ci vede contrari, come siamo contrari all'idea che le scuole - che presidiano all'inclusione sociale ed educativa dei cittadini - debbano diventare il luogo del controllo e della sanzione con tutte le conseguenze anche di tipo amministrativo e procedurale», dice l'assessore Annamaria Palmieri. «In ogni caso stiamo lavorando intensamente ad una interlocuzione anche con le altre Istituzioni pubbliche coinvolte per favorire la massima chiarezza e porre fine al momento di disorientamento vissuto dalle famiglie. Una procedura concordata con gli altri attori coinvolti, come richiesto anche dal presidente dell'Anci Antonio Decaro, ci può consentire di non porre ostacoli alle frequenza scolastica, rispettare la privacy e semplificare le procedure in una fase transitoria in cui pur nell'osservanza della legge non si può prescindere dall'affrontare insieme alle famiglie la questione della copertura vaccinale e della riduzione del rischio, collaborando con esse e senza rigidità», conclude l'assessore.
Lunedì 28 Agosto 2017, 11:59 - Ultimo aggiornamento: 28-08-2017 11:59
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