Napoli, ucciso dopo la disco a Coroglio: «Famiglia ​incapace di fermare i babyboss»

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di Leandro Del Gaudio

Uno specialista nell'uso delle armi, uno che si trova a suo agio con la pistola in pugno. Sospettato di essere stato di recente protagonista di un episodio grave, probabilmente una «stesa» (sparatoria in aria) in piazza Trieste e Trento, sempre e comunque disponibile quando si tratta di chiudere i conti nel modo più violento. È questo il profilo del 17enne rampollo del clan del Pallonetto di Santa Lucia, il minore finito agli arresti come killer di Agostino Di Fiore, l'uomo ucciso all'alba di lunedì mattina all'esterno di una discoteca di Coroglio. Su di lui, ma anche sulla sua famiglia, il gip Paola Brunese ha le idee chiare, nel motivare la convalida del fermo: «Appare evidente l'incapacità della famiglia di contrastare gli impulsi devianti del minore, capace di uscire di casa nel cuore della notte senza essere fermato dalla madre, e proporre modelli di vita regolari». Fa parte dello stesso contesto criminale nel quale, pochi mesi fa, sono stati tolti quattro minori ai rispettivi genitori. Scenario da brividi, decisive le intercettazioni, oltre alla ricostruzione di un testimone della scena finale del delitto di Coroglio: un uomo che punta l'indice contro l'altro indagato, Francesco Esposito, presunto complice e istigatore del minore. E agli atti spuntano nuovi particolari delle notti di follia a Coroglio.

IL PRECEDENTE
C'è un retroscena: quello di lunedì mattina non è stato il primo litigio che ha visto protagonisti Francesco Esposito e il boss in erba del Pallonetto. Sabato mattina, stesso copione: i carabinieri intercettano la voce di Esposito che chiama il 17enne, per avvisarlo che «c'è stato un litigio», che «sto qui a Coroglio, all'esterno della discoteca, Se puoi venire, vieni capisci a me». Sempre in questa conversazione di sabato scorso, si allude alla presenza di un'arma all'interno dell'auto del minore. Parole che restano comunque lettera morta, che non hanno un seguito immediato. Due giorni dopo, però, stessa scena e non è chiaro se i due litigi siano collegati. Al momento la ricostruzione dell'omicidio di Coroglio è questa: Esposito litigava con la fidanzata nel garage della discoteca, viene spintonato da Di Fiore e a nulla è servita la richiesta della stessa ragazza di non impicciarsi negli affari di due fidanzati. Scoppia una lite in cui Esposito ha la peggio, tanto da far scattare il piano di sempre. Chiama l'amico boss del Pallonetto. Entrambi sono coinvolti nelle indagini sulle stese di piazza Trieste e Trento, hanno un codice. Dice Francesco Esposito al minore: «Venti di loro addosso a me, stanno ancora in discoteca, sono di Secondigliano».

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Giovedì 14 Giugno 2018, 09:32 - Ultimo aggiornamento: 14-06-2018 11:25
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2018-06-14 20:58:20
ovviamente bravi ragazzi e lavoratori che il lunedi mattina alle ore 5 escono dal locale, ma per favore....
2018-06-14 14:43:09
Vanno estradati non contano gli anni di galera e di comunità
2018-06-14 12:27:09
Il 17enne che ha ucciso come verrà giudicato ? Verrà mandato sicuramente in una Comunità e tra qualche anno sarà fuori. Poi ci lamentiamo perchè la camorra cresce. Con una giustizia del genere, ovvio che ci si voglia vendicare.
2018-06-14 12:07:09
una città allo sbando senza una guida politica, intellettuale/culturale e con assenza di qualunque autorità di controllo e repressione, chi si sveglia prima quello comanda!
2018-06-14 11:12:38
Per pietà smettiamola con sta fesseria dei "baby boss" questi sono delinquenti e assassini!!! e come tali devono essere trattati.

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